martedì, 01 dicembre 2009

E' un periodo che ho troppo lavoro da fare, non riesco a smaltirlo come vorrei.
Gli impegni si assommano, le attività si moltiplicano, le date slittano.
Ci fosse una legge che mi togliesse una percentuale di lavoro potrei meglio svolgere il resto.
L'un per cento? Sarebbe irrilevante. A cosa può servire? A chi può servire?

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martedì, 20 ottobre 2009

"Scusi, signore, mi comprerebbe un chilo di patate?"
Come restare indifferenti, come dire di no ad un ragazzino, avrà dieci anni, che fa una domanda simile? Accetto con entusiasmo e andiamo.
Davanti al banco ordiniamo le patate (saranno 1,6 kg poi, si sa, i commercianti…) e intanto lo invito: "Prendiamo anche un po' di frutta, dai. Che frutta ti piace?"
Timido e titubante sorride, poi, dopo averci pensato su, sceglie: "Uva".
Ma non sembra del tutto convinto, continua a fissare le cassette colme di ogni frutta, lucida ed invitante, pensieroso. Poi improvvisamente mi dice incerto: "no, scusi… invece dell'uva... potrebbe comprarmi un pollo?"
A quello pensava, che avrebbe dovuto rimediare anche un pollo e invece rischiava di tornare a casa senza, e con della frutta superflua. Lo rassicuro, compreremo anche il pollo.
Prendiamo il sacchetto con le patate e l'uva e ci dirigiamo in macelleria.
"Un pollo, grazie". "C'è l'offerta, se ne prende due..." Dev'essere il suo giorno fortunato. "Ok, due". Pago e usciamo.
Subito fuori, la madre lo accoglie stupita: "Ma quanta spesa!" Il ragazzo le fa un gesto verso di me. "Grazie! Grazie, signore! Grazie! Grazie!"
Saluto veloce e schivo per l'eccesso di entusiasmo, i sorrisi si sprecano, anche la sorella più piccola sembra contagiata da tanta gioia.
Mi resta addosso una sensazione leggera, una serenità felice che - vi assicuro - non ha prezzo.

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venerdì, 02 ottobre 2009

Troppo spesso ci sentiamo compressi, stretti fra le vuote polemiche che traboccano sui media, avvolti dalle spire di discorsi sempre uguali, che si nutrono della loro stessa ripetizione, e crescono, si ingigantiscono, ci opprimono.
Sentiamo il bisogno di aria nuova, di ragionamenti dall'ampio respiro, che possano elevarci un po', farci riscoprire che esiste ancora un altro mondo, sottotraccia, offuscato dal gran polverone di banalità quotidiane.
Ieri sera sono andato ad ascoltare Gian Enrico Rusconi, un brillante storico e politologo che, nell'ambito di un ciclo di incontri per il ventennale della caduta del muro di Berlino, ha parlato con straordinaria passione della Germania di ieri e di oggi, della sua trasformazione, smontando stereotipi, instillando dubbi, tracciando ipotesi, sottolineando passaggi rilevanti, raccontando la propria meraviglia di fronte ad una rivoluzione incruenta, confessando lo stupore, proprio e di tutti gli storici, davanti al crollo improvviso di quella frontiera, manifestando la propria ammirazione per la società tedesca e la sua capacità di ristrutturarsi, abbandonando divisioni anacronistiche.
Poi, a casa, Santoro, Annozero, Belpietro, la D'Addario.
Un muro, ci vorrebbe.

martedì, 15 settembre 2009

Dato un attraversamento pedonale su cui si affollano persone di varie categorie, genitori con bambini, aitanti giovanotti, anziani traballanti, ragazzini esuberanti, la prima persona che si getta in mezzo alla strada noncurante del semaforo rosso è sempre una vecchietta zoppicante.

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martedì, 08 settembre 2009

Perché apro il cassonetto della rumenta e trovo decine di giornali quando dall'altra parte della strada, a venti metri, c'è una bella campana per la raccolta della carta? Forse è stato qualcuno che ha paura di attraversare?
E cosa spinge una persona a buttare delle bottiglie nel contenitore per il vetrotappi meccanici a leva abbandonandovi sopra tappi meccanici a leva e guarnizioni, piuttosto che gettarli nella vicina indifferenziata? Pensa possano miracolosamente evaporare, sparire?

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giovedì, 03 settembre 2009

Per la prima volta in ferie non ho minimamente pensato a questo blog, all'impossibilità di aggiornarlo e di leggere eventuali commenti.
Per la prima volta non ho alcun interesse verso la Festa dell'Unità, forse, anzi certamente perché è stata rinominata Festa Democratica, con tutto quel che si lega alla nuovo nome. Eppure è qui la nazionale, molti certamente saranno i dibattiti e gli incontri interessanti, ma io non ho neppure letto il programma.
Si è chiusa un'epoca e non tutti se ne sono accorti. Le frittelle non avranno più lo stesso sapore.

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mercoledì, 29 luglio 2009

Altro che dialetto, a me basterebbe che gli insegnanti (e non solo loro) conoscessero l'italiano.
Stamattina ad Omnibus Roberto Cota, capogruppo padano alla Camera, chiamato a difendere la posizione della Lega, è scivolato su un "l'idoneità la si conseguisce... consegue" da brividi.
Ed io ho lottato per anni al liceo con una prof di latino che mi segnava come errore la traduzione di "soleo" in "sono solito", sostenendo questo essere un passato prossimo. Siamo andati avanti così, versione dopo versione, saggio dopo saggio. Non sono mai riuscito a convincerla, o quantomeno a farle ammettere che stava sbagliando. Con Cota non ci proverei neppure.

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venerdì, 03 luglio 2009

E' ufficiale, la morte di Michael Jackson è da considerarsi maledetta ai fini del Fantamorto.
FrancoG esordisce così nella classifica 2009 con bei 3 punti azzeccandola in pieno, primo caso in quattro anni di concorso. Olè!

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mercoledì, 03 giugno 2009

Un secondo potrebbe essere la sessantesima parte di un minuto, e quindi un istante spesso poco significativo, un batter di ciglia o poco più.
Un secondo potrebbe essere una portata gustosa, una profumata torta di verdura, un delicatissimo pesce, un piatto di carne succulenta. Un pasto comunque consumato in pochi felici momenti, terreni, carnali.
Un secondo potrebbe essere, ed è, un gradino sul podio, il posto d'onore di una gara amichevole e divertente, secondo classificato per aver partecipato al concorso letterario Scrivi un romanzo di 6 parole (Tardi arrivò il naufrago all'altare).
Una grande soddisfazione, durevole, appagante. Un biglietto-attestato disegnato da un bambino, due kg di frutta e un kg di farina bio: molto più che una medaglia d'argento.

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lunedì, 25 maggio 2009

Un signore anziano dal passo lento, ben vestito, timidamente mi ha fermato con un "mi scusi... per piacere..." mormorato tra i denti, e con parole stentate, domandando perdono per quella che sentiva come un'impudenza, mi ha chiesto qualcosa, "per mangiare...".
Si appoggiava al bastone, più per farsi forza che per necessità effettiva. La voce era bassa, la pronuncia pulita, l'accento e l'intonazione ricordavano un siciliano d'altri tempi, quasi un nobile decaduto. "Sono anche andato nelle chiese qui intorno, ma niente".
"Mi perdoni" continuava a ripetere, mentre cercavo in tasca qualcosa da dargli per farlo tacere, perché non mi facesse più male con il suo umiliarsi sottovoce, con il suo provare vergogna, con la sua dignità violata, con la sua disperazione ad un tempo sfacciata e silenziosa. "Mi perdoni...", e più che ringraziarmi mi chiedeva scusa per una colpa non sua e per questo più difficile da sopportare.
Sono stanco, sono stanco di incontrare mani tese e sguardi imploranti, stanco di sentirmi chiedere aiuti. Lasciatemi andare per la mia strada, ignaro di tutto, indifferente al mondo.

martedì, 19 maggio 2009

Il genere non è nuovo e di certo l'inglese faciliterebbe leggermente il compito.
Si tratta di scrivere un romanzo breve, brevissimo. Ma molto più di quanto stiate pensando. Un romanzo in sei parole.
Impossibile? bè, quel geniaccio di Hemingway (sì, ho capito, mica uno qualunque) scrisse: "For sale: baby shoes, never worn."
Molte sono le raccolte che si trovano in rete, spesso infarcite di frasi insignificanti, piatte sequenze verbali prive della dignità di racconto. Più rari i "romanzi" degni di nota e fra questi mi pare di poter annoverare quello di Pulsatilla, blogger e scrittrice: "Si consideri assunta. Ora può rivestirsi."
Ora è la volta di un concorso organizzato dal Gruppo di Acquisto Solidale di Pavia, che domenica 31 maggio premierà il vincitore in occasione della mostra-mercato BioPavia. Chi volesse cimentarsi può inviare le proprie opere a pietro@gaspavia.org entro sabato 23.
La sfida è stimolante, io ho iniziato a produrre qualcosa...
"Tardi arrivò il naufrago all'altare."
"In vetta, felice sopra ogni paura."
"Houston, abbiamo un problema. Houston? HOUSTON!?"

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mercoledì, 15 aprile 2009
salcedo_shibboleth.gifLondra, Tate Modern, 2007
(Doris Salcedo - Shibboleth)


L'Aquila, ospedale San SalvatoreL'Aquila, Ospedale San Salvatore, 2009


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giovedì, 26 marzo 2009

Ho finito lo spazio. I libri si accumulano sul comodino, non trovando più opportuna sistemazione nelle librerie. Estratti conto, ricevute e bollette giacciono confusamente sulla scrivania, in attesa di essere logicamente archiviati. Le riviste hanno invaso ripiani di fortuna, un po' ovunque. Periodici e libri di cucina sono stati compressi, e poi hanno iniziato con noncuranza ad invadare spazi non propri. La scarpiera già da tempo è inadatta a contenere scarponi, scarponcini, scarpe per ogni sport, così come una bici cerca invano di mimetizzarsi dietro una poltrona, in camera. Giubbotti e giacconi trascorrono la stagione sull'attaccapanni in ingresso, piuttosto che stiparsi nell'armadio.
Non ho più spazio, o almeno non è facilmente e comodamente disponibile, senza ingegnarsi ogni volta che qualcosa deve essere riposto.
E vivendo in condominio non posso neppure accaparrarmi il pianerottolo.

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martedì, 17 marzo 2009

"...lì molte banche sono andate giù, in america è peggio che qua" diceva stamattina con aria preoccupata ad una conoscente una signora che passeggiava il cane, una che vedo sempre andare su e giù per la via dove abito, col cane al guinzaglio, a volte con la figlia (non al guinzaglio), e a volte è la figlia che porta fuori il cane. Scendono fino in fondo alla strada e poi tornano indietro. Qualche volta fanno il giro dell'isolato.
Una volta davanti ad un manifesto che proponeva di cambiare il simbolo della Croce Rossa per rispetto dei musulmani, hanno attaccato una filippica sulla difesa della cristianità, arringando i malcapitati che si trovavano a passare sul quel marciapiede (esperienza personale). Era un primo aprile di un paio di anni fa.
"In america è peggio che qua" - signora mia - sottintende "qua che abbiamo un buon governo". E anche se non sono mai uscita da questo quartiere lo so, me l'hanno detto, l'ha detto la televisione che è così. Anzi, ora vado, che è il cane l'ho pisciato, quattro passi li abbiamo fatti, e fra poco inizia il tg4.

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venerdì, 06 febbraio 2009

Ieri sera ero al supermercato, in coda alle casse, preceduto da Tizio. Davanti a lui, Caio, il quale abbandona il carrello e fa due passi indietro, per tuffarsi nel reparto surgelati e riemergere con un sacchetto di piselli. Torna al suo carrello e si accorge essere stato superato da Tizio, cui getta uno sguardo fra il sorpreso e il nervoso.
Tizio: "Può succedere!"
Caio: "...eh?"
"No, dico, può succedere che se uno si allontana, perda il posto."
"Sì, ma sono solo andato lì..."
"Lei ha lasciato il carrello in coda ed è andato a fare la spesa."
"Ma non sono andato in giro per il supermercato, ho preso solo questo..."
"Eh, ma se tutti facessero così ci sarebbe una fila lunghissima."
"Vabbè, lasciamo perdere, non mi sembra il caso di fare polemica."
Finita lì. Approfitto di una cassa libera pago ed esco.
Subito fuori, vedo salire Tizio sulla sua macchina, lasciata comodamente sul marciapiede, ben distante da ogni parcheggio autorizzato ed ogni regola.

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mercoledì, 28 gennaio 2009

Chi non ha mai partecipato ad una riunione di lavoro in cui "scopre" una nuova parola alzi la mano!
Strabiliante come l'italiano venga deformato a proprio uso, e di questo ci si faccia pure vanto. Sorprendente anche come certe parole d'ordine si diffondano e siano utilizzate. E più i divulgatori sono in alto nella struttura gerarchica, più la trasmissione ha successo.
Ad estensione di questa riflessione, qualche giorno fa ho scoperto la conservazione sostitutiva, che sarebbe quella procedura che è rivolta a garantire nel tempo la validità legale di un documento informatico, utilizzando particolari sistemi di crittografia per la cosiddetta firma elettronica.
Conservazione sostitutiva, un bell'ossimoro. Per sicurezza, sembrerebbe quasi abbiano voluto crittografare anche il nome della procedura...

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giovedì, 15 gennaio 2009

Gli astrologi hanno già sputato le loro sentenze, mancavo soltanto io, con le previsioni per il 2009.
Oggi è l'ultimo giorno per giocare al Fantamorto, gli interessati si affrettino!

banner Fantamorto 2009 (jpg2)

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martedì, 23 dicembre 2008

Ce l'abbiamo quasi fatta, si tratta di stringere i denti per poche ore (le più difficili) e poi il delirio natalizio lascerà il breve passo ai "se non ci vediamo prima, buon anno!". Ma è poca cosa, il più è andato. Potremo avere la speranza di una nuova epifania, che tutte le feste si porti via e che ci lasci la rivelazione della necessità di gesti più sostanziosi e concreti.
Per intanto, tutto sommato conviene lasciarsi travolgere dalla corrente, che opporsi è inutile e temo controproducente. Se avremo dato un contributo limitato alla frenesia che ci avvolge, potremo già dirci soddisfatti. Se non avremo inoltrato buon_natale.pps, se non avremo acquistato una christmas card o una suoneria natalizia, non avremo scambiato regali infiocchettati con finti sorrisi, se nonostante tutto saremo rimasti noi stessi, bè allora sì, potremo festeggiare davvero. Auguri!

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giovedì, 18 dicembre 2008
Le luminarie natalizie, apparse quest’anno in città prima del solito, sembrano aver sortito l’effetto sperato, almeno dai commercianti. La follia collettiva della ricerca regalo ha travolto gli italiani per un periodo più lungo, ed ormai da settimane il traffico è insostenibile.
Interminabili file di macchine, incroci intasati, inutili semafori su cui si susseguono verdi che nessuno riesce a rispettare, le luci degli stop che si accendono e spengono ritmicamente, asincrone rispetto alle intermittenze dei negozi. Uno spostamento di dieci minuti diventa un viaggio di un’ora, trasformando la meta in un miraggio.
Sembra che tutta la vita sia qui, fra fiocchi e carte lucide, fra scatole e pacchetti pronti ad essere scambiati con un sorriso ed un augurio, prima di un pranzo che ci farà piangere lacrime di coccodrillo.
E invece nella cassetta delle lettere trovo notizie lontane, di un’adozione a distanza, di un progetto che in Colombia coinvolge bambini ed adolescenti aiutandoli a prendere coscienza della propria condizione per potersene liberare, anche attraverso la discussione collettiva sui concetti di “abuso”, “sfruttamento”, “traffico”. Dicono che laggiù, quando un bambino sente parlare di traffico, pensi subito al narcotraffico. Non è una buona notizia, ma ci penserò, la prossima volta che resterò imbottigliato.
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mercoledì, 10 dicembre 2008

L'egoismo impera, l'indifferenza dilaga, sarà per questo che certi gesti ci sorprendono, sarà per questo che ci stupiscono e ci paiono fuori luogo e fuori tempo.
Ero in coda alla cassa di un supermercato, con la testa alla spesa e le mani impegnate in sacchetti e monete. Un paio di metri indietro un ragazzo cerca di incrociare il mio sguardo, lo noto, lo evito, cerco di capire se si tratta di una mia conoscenza, non mi ricorda nessuno, lo riguardo ed a quel punto mi fa un cenno indicando qualcosa a terra. Guardo giù e non vedo nulla, rialzo lo sguardo e mi dice "ti stai portando dietro...", non capisco, riguardo in basso e mi accorgo di avere una striscetta di nastro adesivo attaccata alla scarpa. La stacco, ringrazio, stupito.
In fondo non era una cosa così grave, mi è parso un eccesso cortesia.
Va bene essere altruisti, va bene amare il prossimo tuo, ma a volte per guadagnarsi il paradiso si esagera!

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mercoledì, 03 dicembre 2008

L'ho verificato e accertato personalmente. E' possibile ricevere auguri il giorno del proprio compleanno anche da amici che non hanno installato l'applicazione MyCalendar su Facebook.

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mercoledì, 22 ottobre 2008

Uno studio dell'Università di Harvard svela la ricetta della longevità.
Essere felici aiuta, dicono. Estiqaatsi. E poi più o meno le solite cose: un po' cioccolato, un po' di vino rosso, pochissima carne, tanto sesso, una attività fisica regolare, evitare il fumo. Fin qui ci siamo, o almeno ci si può lavorare...
Anche non aver debiti aiuta parecchio, e mai come di questi tempi appare chiaro come il benessere sia strettamente correlato al "ben(i)avere". Chi spinge i cittadini verso mutui e rate evidentemente non ha a cuore la loro salute, ma il loro portafogli.
Così facendo, dicono gli scienziati, si potrebbe arrivare a 114 anni.
Io punto ai 111. Perché? Pare che essere religiosi prolunghi la vita di 3 anni...

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lunedì, 20 ottobre 2008

Odio l'attesa estenuante del mio turno, trove le code insopportabili. Cerco di evitarle, scegliendo opportunamente luoghi e momenti meno frequentati. Ragione di più per non mettermi in fila per giocare la schedina del superenalotto.
In queste settimane è tutto un coro di "se faccio 6...", "se domani non mi vedete è perché ho vinto...". Con un montepremi così bisogna provarci, dicono, e anche chi non è un habituè del gioco si precipita a tentare la sorte. 95 milioni valgono certo il tempo speso in coda. Ma anche 80. E anche 50, in fondo. E anche meno, no? Anche un milione di euro, tutto sommato. Ma perché gli italiani si muovono in massa solo ora? Forse 30-35 milioni non sono un obiettivo stimolante? Io guardo le persone in fila ordinata rappresentare questo rito, questa follia collettiva, e sinceramente non capisco.
Ve lo meritate, Alberto Sordi. E pure Berlusconi.

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venerdì, 17 ottobre 2008

La sequenza è scontata, si sa. Ripetitiva e quasi rassicurante, in fondo.
Luce verde: auto e moto sfrecciano, i pedoni attendono il loro turno, più o meno ansiosi di poter attraversare.
Luce gialla: un colpo di acceleratore per i primi per riuscire a passare, poi il flusso ininterrotto inizia progressivamente a rallentare, a fermarsi, mentre i pedoni più frettolosi cominciano a muovere un passo.
Luce rossa: stop ai motori. L'omino verde si accende e dà il via ai due gruppetti che aspettavano di potersi scambiare i marciapiedi.
E' sempre così, tutto il giorno, tutti i giorni. Ovunque. Ovunque e quindi anche qui sotto, nella piazza vicina al mio ufficio.
Ma perché, ogni giorno, alle 9:04 la sequenza si interrompe?
Perché ogni giorno alle 9:04 al giallo seguono due secondi di rosso e poi torna subito il verde, e i pedoni saltano un turno? Perché?
E' un mistero, un vero giallo.

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mercoledì, 08 ottobre 2008

Gentile cliente,
la polizza da Lei sottoscritta è un prodotto finanziario-assicurativo del tipo "index-linked", avente come attività sottostanti strumenti finanziari emessi da società appartenenti al gruppo Lehman Brothers.

Aaargh! Ma dai!? Avevo sentito che ci sono 100mila persone coinvolte direttamente nel crack Lehman, vuoi dire che una sono io??
(...) potrebbe determinarsi una riduzione del valore delle attività finanziarie superiore al 30% del capitale investito.
Ah però!
(...) la Compagnia sta definendo le modalità tecniche più appropriate che consentano di riconoscerLe l'opzione di ottenere il capitale investito.
Si vabbè. Sarà vero?
Mi informo e scopro che effettivamente Unipol (così come la Cattolica) ha già da tempo (19 settembre) deciso che rimborserà i suoi 8.500 clienti (olè!) mentre altre assicurazioni stanno studiando il da farsi.
Fra queste Mediolanum (toh!), il cui fondatore Ennio Doris, socio al 50% con Berlusconi, ha dichiarato ieri che presto annuncerà interventi precisi a tutela dei suoi 10.500 clienti.
Vedremo. Per intanto rilevo che le sbandierate rassicurazioni da parte del premier, sulla tutela dei risparmi usando i soldi statali (nostri), tardano a trovare realizzazione in ambito privato, quando i soldi devono uscire da una sola tasca (la sua).
Meno male che ho dati i soldi ai comunisti.

lunedì, 29 settembre 2008

Ho sempre differenziato, e con molta attenzione. La carta, le plastiche, il vetro, l'alluminio, sia in casa e che in ufficio.
Nelle campane ho diligentemente infilato solo quello che ritenevo effettivamente riciclabile, escludendo materiali di dubbia trasformabilità, secondo il principio: meglio qualcosina di meno, ma certo, piuttosto che cumuli di materiale che poi deve essere nuovamente filtrato ed in parte scartato.
Ora inizia per me la fase 2, quella della maggior attenzione e consapevolezza, quella dell'acquisizione puntuale di cosa si può e cosa non si può riciclare.
Recentemente qui a Genova è stato fatto un passo avanti, e finalmente anche il tetrapak trova accoglienza nalla campana bianca della cartaE questo mi è stato da stimolo per scoprire che posso differenziare, assieme alle lattine, anche i coperchi degli yogurt in carta stagnata, le bombolette spray, le scatole in acciaio per dolci, cioccolatini e liquori, i tubetti per conserve, creme e cosmetici, le capsule e i tappi in metallo per bottiglie, così come fra le plastiche posso mettere i sacchetti, le reti per frutta e verdura, il cellophane, e pure i vasi per le piante!
Avessi la possibilità di fare compostaggio, resterebbe fuori poco e niente. Sempre più misterioso ed incomprensibile risulta quindi il contenuto degli enormi sacchetti che molti portano nei bidoni della rumenta indifferenziata...

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giovedì, 26 giugno 2008

Fine settimana sul Grappa, fra bellissimi paesaggi, interminabili sentieri ed irreali trincee.
Camminavo lentamente nell'ossario, guardando i piccoli loculi, leggendo i singoli nomi, provando ad immaginare volti e vite, cercando di dare individuale fisicità ad ogni resto dietro quella piastra, evocando un tempo lontanissimo e mai davvero sepolto.
Improvvisamente, su una porta più grande, una scritta ha congelato i miei pensieri, pietrificandomi: 5000 SOLDATI IGNOTI.
Oggetti guerreggianti non identificati.

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lunedì, 21 aprile 2008

Vedo troppa televisione, lo so. La accendo appena mi alzo, così come appena rientro in casa, e la prima cosa che faccio è scorrere le notizie del televideo, per vedere se ci sono novità. Così ieri, quando mi è apparso uno sconfortante schermo blu, lo stesso per tutti i canali, mi sono sentito un po' isolato e spaesato. Qualcuno aveva messo mano all'antenna, evidentemente.
Ho provato ad accendere la radio, ma dopo qualche tentativo di trovare una stazione ascoltabile, mi sono arreso.
C'era però troppo silenzio, in casa. Lo sguardo è caduto sul piatto... sì, insomma... il giradischi. Da anni se ne sta lì, immobile e muto, strumento ormai inutile ai più.
Sollevo il coperchio, tolgo la protezione alla puntina. Sposto il braccio, provando avviarlo. Niente! solo un pigro rumoraccio... Tolgo il piatto di gomma, quello in metallo, e stancamente adagiata sul fondo vedo la cinghia di trasmissione. Ha perso ogni elasticità, ha più di vent'anni ormai. Mentre ne provo la resistenza, mi si rompe, quasi mi si sfalda fra le dita, lasciandomi persistenti tracce nere. In un crescendo di desolazione, mi accorgo però di quanto sia appiccicosa, lì dove s'è spezzata. Ci provo. Ne tolgo un paio di centimetri per farla tornare di lunghezza adeguata e ricostituisco l'anello, pressando. Rimonto il tutto, delicatamente.Genesis - Selling England By The Pound
Scelgo accuratamente un disco, un vinile, come si dice ora. Una volta, quando non c'era possibilità di equivoco, erano semplicemente dischi.
Per commemorare questo momento, cerco qualcosa di storico, di importante. Mentre lo metto sul piatto, leggo l'anno di pubblicazione: 1973. Trentacinque anni fanno una certa impressione. Ma non c'è tempo per altri pensieri, gongolante mi godo le prime note che annunciano la bella sorpresa, funziona!

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mercoledì, 26 marzo 2008

Qualche settimana fa, mentre pedalavo per le strade del centro, sono stato apostrofato da un tizio (a dire il vero poco equilibrato all'aspetto) con un irriverente "Gi-mon-di, Gi-mon-di!".
Lunedì scorso, un tranquillo vecchietto che attendeva l'autobus, vedendomi passare in bici, mi ha incitato con un "Vai Bartali!".
Questo doppio episodio mi ha mosso a riflessioni su quello che siamo e quello che sembriamo, su come ci vediamo e come siamo visti. Non certo perché banalmente possa sembrare Gimondi o Bartali, ma nella misura in cui il mio essere ha mosso qualcosa nell'altro, evocando un'immagine, un ricordo.
E allora, sempre per salti mentali, è un po' come quando, invece di essere giudicati per quanto facciamo, ci si dice sei come questo o quello, sei come mio padre, come il mio ex, parli come mia sorella, ti comporti come mia madre.
Al di là di quanto sollecitiamo nelle menti altrui, probabilmente ci piacerebbe invece essere considerati per quello che siamo, per la nostra unicità, e mentre ascoltiamo quelle parole, ci guardiamo dentro e ci vediamo diversi, sentendoci forse un po' incompresi.

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martedì, 04 marzo 2008

Ho terminato di leggere "Qualcuno con cui correre" di David Grossman. Non il libro memorabile che qualcuno mi aveva dipinto, ma un bel libro, una bella storia e qualche spunto interessante, fra cui la frase che chiude il racconto: "Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo".
La lascio ai vostri commenti, io la leggo e la rileggo, in silenzio, nutrendomi di ogni parola e di quella straordinaria pausa fra "bene" e "tacendo".

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