martedì, 22 luglio 2008

Sarà stato per i colori, di cui sono ricche le immagini che abbiamo, sarà stato per il vento che da sempre mi stimola, era da moltissimo tempo che aspettavo di andare in Portogallo. Quest'anno, finalmente, l'occasione giusta.
Ho trovato una popolazione straordinariamente accogliente, boschi intensamente profumati e paesi silenziosi ed immobili, modernità ed efficienza ad affiancare tradizioni e mondi di qualche tempo fa.
Tutto bene? No, certo. Non mi è piaciuta Porto, la cui splendida metropolitana contrasta fortemente con il degrado della superficie. Non mi sono piaciute molte zone della costa atlantica, cementificate in una maniera che mi è apparsa anche ingiustificata, vista la scarsità delle presenze.
Ma, a parte questo, bellissima Lisbona, si sa. I turisti fortunatamente si sparpagliano a sufficienza per la città, tranne qualche tappa obbligata e per questo più fastidiosa. Ma non se ne trovano molti alla Casa Museu Fernando Pessoa o al mercato della Ribeira. Sull'Elevador de Santa Justa o al Mosteiro dos Jeronimos sì, ma sopportare è una piacevole necessità.
E poi Coimbra e la sua Università (con una stupefacente Biblioteca barocca), Cabo Espichel e il suo faro a strapiombo sul mare, spazzato da un vento impetuoso, il Palacio Nacional ed il Palacio de Pena con un grandioso parco a Sintra, la città medievale di Obidos, un po' turistica ma gradevole, e le case in pietra di Linhares, completamente deserta ed irreale, le infinite scale della Nossa Senhora dos Remedios a Lamego e del Bom Jesus a Braga, la storica Guimaraes, che prometteva più di quanto abbiamo potuto godere, la straordinaria tranquillità di Ponte de Lima.
In sintesi, mi è parso affascinante il mix di vetustà e modernità, è come se lo sviluppo e il progresso avessero evitato di travolgere e stravolgere tutto.
Sorprende pagare 50 centesimi un ottimo caffè, alla cassa dotata di un modernissimo touch screen del bar di un paese che sembra immobile nel tempo, ma che magari riceve energia da silenziose e produttive pale eoliche, diffusissime.
Infine, un prosaico elogio alla pulizia dei bagni pubblici ed alla ristorazione, tanto economica da raddoppiare il piacere di ogni singolo assaggio.
Bellissimo tutto questo e molto altro, tutto quello che sarebbe troppo lungo descrivere, e per quanto ne scrivessi, inadeguato. Mi fermo qui.

FrancoG, a proposito di viaggi
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giovedì, 26 giugno 2008

Fine settimana sul Grappa, fra bellissimi paesaggi, interminabili sentieri ed irreali trincee.
Camminavo lentamente nell'ossario, guardando i piccoli loculi, leggendo i singoli nomi, provando ad immaginare volti e vite, cercando di dare individuale fisicità ad ogni resto dietro quella piastra, evocando un tempo lontanissimo e mai davvero sepolto.
Improvvisamente, su una porta più grande, una scritta ha congelato i miei pensieri, pietrificandomi: 5000 SOLDATI IGNOTI.
Oggetti guerreggianti non identificati.

FrancoG, a proposito di viaggi, vita
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lunedì, 24 dicembre 2007

Emoziona sempre, Londra, così affascinante, così accogliente e sorprendente, così abbondante e generosa nell'offrirsi.
Le scelte sono difficili, quando ci si deve limitare a pochi giorni. Si possono rincorrere luoghi famosi, metterli in fila e collezionarli in rapida successione. Oppure si può rinunciare a quasi tutto ed immergersi solo in poche "Londra". Quella di Covent Garden brulicante di gente, con i suoi negozietti dagli inaspettati sotterranei e le bancarelle prenatalizie a fare da cornice, quella di Harrod's, sempre sfavillante, ma ancor più brillante in questo periodo, quella di Camden, trasgressiva e variopinta, con un mercato a metà fra la moda che è stata e quella che verrà, dove hai ampie conferme di come non sia vero che qui tutto sia caro.
E poi la Tate, British e Modern, due musei dalla straordinaria offerta, dai preraffaelliti all'arte concettuale, per un viaggio in secoli d'arte da far girare la testa. E senza spendere un penny, volendo.
Qui c'è il mondo intero a stretto contatto, ovunque pulsa la vita, nei pub, nei negozi, per le vie, ovunque trovi musica e artisti di strada, ovunque vedi scorci da ricordare. Per tornare, appena possibile.

FrancoG, a proposito di viaggi, vita
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venerdì, 10 agosto 2007

Non sempre è necessario trovarsi di fronte ad un monumento per rivivere il passato. A Berlino anche quello che non c'è più gronda storia.
Una città rasa al suolo e parzialmente ricostruita, a volte riproducendo il preesistente, altre rinnovando totalmente, una tela su cui sbizzarrirsi fino a creare stridenti contrasti.
Ma d'altra parte Berlino è la città delle contrapposizioni. Tagliata in due dal muro, di cui restano brandelli qui e là e poche porzioni più consistenti in bilico fra monito ed arte, ha visto fronteggiarsi due mondi per decenni.
Ora tutto tende al rimescolamento, le diversità non si scontrano ma convivono, e l'obiettivo condiviso appare cancellare il passato.
Se riuscirete a chiudere un occhio sul modernismo sfrenato, vi appassionerete ad una metropoli dai molteplici spunti per riflettere sulla dolorosa storia del '900 e con una vastissima offerta in termini di cultura e divertimento. La mobilità è decisamente a misura d'uomo, scarso il traffico automobilistico, biciclette ovunque. Si mangia e si beve birra con pochi euro.
Una specie di paradiso, se non fosse che ogni angolo è una ferita aperta che smorza il sorriso. Non sarà un viaggio spensierato, sappiatelo.

FrancoG, a proposito di viaggi, vita
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