martedì, 12 maggio 2009

E' qui la festa! Lo si capisce dal primo momento, un'irruzione festosa, rumorosa ed energica, che produce da subito una allegria contagiosa. Impossibile restare indifferenti. A tratti l'energia riesplode, facendo vibrare le assi del palco, sollevando polvere, così che la mitica polvere del palcoscenico appare davanti a noi, quella di cui Gli Omini si sono sporcati, lo si vede, lo si sente nella precisione dei tempi scenici, nel ritmo incalzante delle battute, nella scelta precisa delle parole e nel rispetto di irresistibili silenzi.
Uno spettacolo comico? Molto di più. Ad arte mescola la sottile ironia con la grassa irriverenza. E' volgare, sporco e blasfemo come lo è la strada da cui sono tratti gli spunti attuali che arricchiscono il canovaccio e attraverso i quali lo spettacolo si forma, serata dopo serata, replica dopo replica.
La struttura è piacevolmente varia, le trovate sceniche spesso originali, si ride con intelligenza, a volte amaramente. Gli attori da applausi. Che giungono puntuali.

13 mag 2009 Serremaggio Festival - Teatrino Gori - Serre di Rapolano (SI)
20 giu 2009 Festival Voci di Fonte - Siena
6 ago 2009 Granara Teatro Festival - Granara (PR)





FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (1)
giovedì, 03 aprile 2008

Peter Brook mette in scena il Sudafrica, con tutte le sue contraddizioni, ricchezza e sfruttamento, identità e spersonalizzazione, delicatezza e dramma del vivere quotidiano.
La morte è un'abitudine, e diventa una possibilità di rinascita per chi ha la fortuna di imbattersi in un cadavere e nei suoi preziosi documenti, e darsi così un'identità, un lavoro, un reddito e una speranza.
L'interpretazione degli attori è superba, i tempi perfetti, la messa in scena ha spunti di buona originalità e la rappresentazione sfiora passaggi commoventi, soffermandosi, molto più spesso, su momenti divertiti, su battute ed immagini grottesche.
Con il rispetto che si deve ad un maestro come Peter Brook, in questo forse è il limite dello spettacolo, che non emoziona fino in fondo, e perdendosi nella sottolineatura degli aspetti caricaturali della vicenda e dei personaggi, ci lascia in fondo leggeri e distanti.

Siena, Teatro dei Rozzi, 4-5 aprile 2008
Catania, Teatro Musco, 12-15 aprile 2008
Lugano, Teatro Cittadella, 7-8 maggio 2008
Torino, Casa del Teatro, 30 giugno - 2 luglio 2008

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (2)
martedì, 01 aprile 2008

Senza mezze misure, senza mezze parole: straordinario Saverio La Ruina nell'interpretazione di una donna, una giovane donna calabrese, immersa in una società che (forse) non c'è più, ma che certo si può ritrovare in qualche altro sud del mondo. Una storia simbolo della condizione femminile, una storia di diritti negati sin dalla nascita, salutata come una disgrazia e non una gioia.
Il monologo ripercorre le tappe di un'esistenza segnata da regole che possono apparire incomprensibili e anche grottesche, a fronte della modernità cui siamo abituati: la sottomissione, lo sposo promesso, l'onorabilità, il maschio padrone.
Recitato interamente in dialetto, lo spettacolo scorre sulla musicalità delle parole e delle assonanze. Coinvolge e commuove attraverso i piccoli gesti e le lievi espressioni di un grande attore, seduto su una sedia, raccolto su se stesso, quasi volesse evitare di disturbare e turbare, con il suo racconto.
 
‘un davu retta a nisciunu e ‘un gavuzu mai l’uacchi a ‘nterra, ca si ‘nziammai si scontrinu cu quiddi ‘i ‘nu masculu tuttu ‘u paisu mi chiami puttana.
Non dò retta a nessuno e non alzo mai gli occhi da terra, che se si scontrassero con quelli di un maschio tutto il paese mi chiamerebbe puttana.


Bologna, Teatro San Martino, 2-4 aprile 2008
Ragazzola di Roccabianca (PR), Festival diritti umani, 5 aprile 2008 (ingresso libero)
San Casciano in Val di Pesa (FI), Teatro Comunale Niccolini, 6 aprile 2008
Roma, Teatro India, 14-18 maggio 2008

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (6)
venerdì, 22 febbraio 2008

Avrei voluto scrivere di uno spettacolo lieve e poetico, muscoloso ed armonico. Avrei voluto scrivere di La Veillée des Abysses di James Thiérrée, ma l'incidente di scena che l'ha bruscamente interrotto mi ha strappato ogni aspirazione.
Fortunatamente nulla di grave, stasera si riprende. Ma l'attrice a terra, i compagni che accorrono, il sipario che scende, la frenetica ricerca di un medico, la maschera che dal palco chiama il 118, la voce tremante che annuncia la sospensione, lo scemare muto del pubblico, la sirena dell'ambulanza, tutto, tutto questo è difficile da cancellare.

FrancoG, a proposito di vita, teatro
permalink | commenti (7)
venerdì, 25 gennaio 2008

Capita di fidarsi ciecamente di una proposta teatrale senza conoscere nulla, e ritrovarsi poi ad aver scoperto una piccola perla.
Il riscatto della compagnia Gloriababbi Teatro è un testo forte, splendidamente scritto, carico di tensione ed angoscia alleggerite qua e là da lievi spunti ironici. Tutti i personaggi sono ben sviluppati e definiti, e nello stesso tempo si compenetrano attraverso una rete di singole relazioni, gli attori emozionano per l'intensità della recitazione e per la loro capacità di destreggiarsi abilmente fra i vari registri della rappresentazione.
E' uno squarcio su un rapimento e di come viene vissuto dai quattro carcerieri, tre amici d'infanzia e una ragazza, che lentamente svelano le loro storie personali, i loro piccoli e grandi segreti, le loro vite costellate di fallimenti, povertà e sofferenza cui i quattro sperano di dire addio attraverso il compenso promesso. Lo spettacolo è molto efficace nell'approfondire le dinamiche interne ai quattro e con gli altri due personaggi - la ragazza rapita e lo spietato tramite fra i carcerieri e i misteriosi organizzatori del sequestro - così come nel continuo alternare azioni forti e violente alla lunga attesa del riscatto, la chiave su cui si gioca tutto il testo.
Si esce scossi e grati, turbati e ripagati, nelle orecchie gli applausi convinti e prolungati di pochi fortunati spettatori.

fino a sabato 26 gennaio a Genova, Teatro della Tosse
martedì 29 gennaio a Rubiera (RE), Teatro Herberia

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (9)
venerdì, 12 gennaio 2007

La Compagnia Teatri Possibili, già autrice di un bellissimo Cirano, mette in scena uno spettacolo molto intenso, un Caligola espressione di un cieco potere, che si nutre di violenze immotivate e per questo ancora più drammatiche.
Nella scena essenziale e geometrica gli attori disegnano armonici movimenti, ed il bianco e nero degli abiti cede il passo al solo colore rosso, il colore del sangue, della passione e della follia. Pennellate di ironia smorzano la tensione, in parte alleggerendo il complesso ed angoscioso testo di Albert Camus.
Tutto ruota intorno all'imperatore, che esercita il potere per il gusto di comandare, disporre della vita e della morte di quanti lo circondano. Ordina casuali assassini, affama il popolo, umilia e uccide seguendo l'istinto del momento. E' l'apologia del terrore, l'ascesa e la caduta di un Caligola (uno straordinario Corrado d'Elia) tormentato e prigioniero della sua stessa pazzia.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (11)
giovedì, 14 dicembre 2006

Due killer, spietati e surreali, si tormentano nella snervante attesa di ricevere le direttive per compiere l'ennesimo delitto.
La drammaticità della situazione è diluita da dialoghi grotteschi, e dalla comparsa di un calapranzi collegato ad un misterioso ristorante da cui giungono inattese ordinazioni.
Comicità e tragedia si alternano, e proprio quando la prima sembra prendere il sopravvento, arriva improvviso e tagliente il finale.
Il testo del premio Nobel Harold Pinter
ha la sua forza nell'instabile equilibrio fra i due registri, così come fra i tempi di silenzi annoiati e di dialoghi serrati, fra estenuanti lentezze e rapide accelerazioni violente.
Un classico, ma estremamente moderno.

"Muovermi fra le parole, sceglierle, guardarle affiorare sulla pagina, tutto ciò mi procura un piacere immenso. Ma poi, in scena, è nel silenzio che i personaggi acquistano maggior presenza." - Harold Pinter

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (2)
venerdì, 24 novembre 2006

Luigi TencoReso popolare dall'utilizzo di Ho capito che ti amo come sigla di chiusura di una telenovela di successo, nel dicembre del 1965 Luigi Tenco viene invitato in Argentina. L'entusiasmo della folla è tale che il cantante rimane dieci giorni a Buenos Aires.
Il 27 gennaio del 1967, come noto, fu ritrovato morto in una camera dell'Hotel Savoy di Sanremo, dopo l'esclusione dalla serata finale del Festival.
Partendo da questi spunti di cronaca, Carlo Lucarelli ha scritto un testo sulla base di una ipotetica indagine da parte di un brigadiere di polizia (un Adolfo Margiotta molto più convincente del previsto) per scoprire eventuali legami fra la permanenza in sudamerica ed il possibile omicidio.
E' il pretesto per farci ascoltare canzoni troppo spesso dimenticate, rivisitate a tempo di tango e splendidamente interpretate da Mascia Foschi, accompagnata dal vivo da quattro musicisti (pianoforte, bandoneon, contrabbasso, percussioni, clarinetto, sax).
Così rivestite, le canzoni vengono ripulite dalla patina del tempo e la tristezza di fondo che ne accompagna spesso i bellissimi testi assume i toni di una dolce melanconia.
Uno spettacolo da vedere e soprattutto da ascoltare, non per aver svelato il mistero di una morte ma per ritrovare nelle parole il significato di una vita.

FrancoG, a proposito di musica, teatro
permalink | commenti (2)
venerdì, 17 novembre 2006

Se l'uomo potesse volare, le finestre sarebbero porte e le persone camminerebbero dentro i loro sogni
Danzare leggeri, tanto leggeri da volare, dimentichi della gravità terrena, dei corpi e della realtà. Un sogno reso possibile da cinque atletici ballerini, sostenuti da meccaniche di scena e moderne proiezioni tecnologiche.
Brian Sanders, già coreografo dei Momix, ha disegnato uno spettacolo suggestivo e coinvolgente, in cui ci si perde nell'ammirazione per la leggerezza e lo stupore delle realizzazioni.
Pur se l'esercizio di forza e le espressioni puramente muscolari della danza sono limitate da un supporto della macchina scenica evidente ed a volte troppo invadente, l'effetto spettacolare è assicurato.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti
venerdì, 21 aprile 2006

Dò voce ad un appello locale.
Sta per essere decisa la destinazione d'uso del Forte Begato, uno dei forti che sorgono sulle alture di Genova.
Potete dare forza alla proposta del Teatro della Tosse firmando qui, e diffondendo l'invito.

Teatro della Tosse a Forte Begato?

Abbiamo bisogno anche di te perché questo programma diventi realtà

Il Teatro della Tosse propone nell’inedito ambiente del Forte Begato un articolato programma di spettacoli e iniziative da giugno ad agosto 2006, facendo rinascere già dalla prossima estate la festa teatrale più amata dal pubblico.

Il nostro obiettivo è di creare:
entro il 2007
un festival internazionale da maggio ad ottobre, interventi di restauro e adeguamento strutturale di sicurezza
negli anni
un centro con molte attività e attrazioni in collaborazione con altre realtà genovesi, bar, ristorante e servizi anche al di là degli spettacoli, con la possibilità per il pubblico di effettuare escursioni anche negli altri forti attraverso percorsi panoramici.


La Tosse ha portato dal 1989 al 1998 126.263 spettatori a Forte Sperone, ora inagibile, ha organizzato un modo nuovo di fare spettacolo in luoghi insoliti e affascinanti portando migliaia di persone e l’attenzione della stampa nazionale sulla Diga Foranea, alla Fiumara, nella Chiesa di Sant’Agostino.

Il Comune di Genova, il Demanio e la Soprintendenza ai Beni Architettonici decideranno tra breve a chi destinare gli spazi di Forte Begato con il rischio che si installi al Forte un’attività di carattere privato restringendo a pochi l’uso di uno spazio pubblico e storico che con il teatro e le attività verrebbe valorizzato culturalmente e frequentato da 40.000 persone ogni anno.

Fai sentire la tua voce: firma per il Teatro della Tosse a Forte Begato!


FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (6)
lunedì, 10 aprile 2006

Elogio funebre del manicomio elettrico
Spesso Ascanio Celestini raccoglie le memorie dal nostro passato e le rende vive, perché vengano conosciute, perché non siano dimenticate.
Questa volta affronta il doloroso mondo della follia e dei manicomi, dopo una lunga ricerca attraverso molte realtà italiane ed il contatto diretto con chi ha vissuto quell'esperienza.
La verità affiora dietro l'intrecciarsi di storie strane, incredibili, cui l'abilità del narratore consegna una coinvolgente concretezza.
Il testo è straordinariamente vario ed alterna sapientemente differenti stati emotivi: raramente mi è capitato di assistere a tali picchi di emozioni diverse in un solo spettacolo. Non è solo amaro e tragico nel racconto delle sofferenze ed ingiustizie subite, ma anche fortemente e gioiosamente irriverente e dissacrante, come pure altamente comico e poetico, di quella comicità grossolana e quella poesia lieve che solo i bambini, e i matti, sanno regalare.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (4)
giovedì, 23 marzo 2006

One is so much more authentic the closer one is to what one has dreamt of being.
Il primo spettacolo è stato The Secret Room, ambientato in una casa privata, per otto spettatori invitati a cena. Poi è stata la volta di The Diary Project, dieci giorni giorno e notte in vetrina in una galleria d'arte, ed il pubblico invitato ad entrare per ascoltare brani di diario (e di vita).
Questa volta Renato Cuocolo e Roberta Bosetti (IRAA Theatre) ci aspettano per incontrarci uno per volta (massimo 15 spettatori per sera) nelle stanze di un albergo per raccontarci una storia e mostrarci le immagini riprese da un detective privato. Private Eye è una storia su quello che siamo e quello che sogniamo di essere, sull'apparire e sul desiderio di mascherarsi ed essere altro, sullo spiare ed essere spiati.
Uno spettacolo emotivamente coinvolgente, che lascia lo spettatore turbato e con qualche certezza in meno. In questo smarrimento e nella struttura decisamente originale sta la forza della rappresentazione, che mostra invece dal punto di vista della trama e dello svolgimento qualche piccola debolezza.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (2)
giovedì, 16 marzo 2006

Un'esperienza unica. Un vetro tra palco e pubblico, e ascolto in olofonia attraverso le cuffie. Non si tratta solo di suono avvolgente, ma ogni rumore ha un realismo impressionante, si tende più a credere all'udito che alla vista, e, voltandosi, non ci si capacita di come quei cavalli non siano lì, in fondo alla sala, come non ci sia nessuno che corra calpestando travi sulle nostre teste o come questo temporale non ci bagni. Il bisbigliare degli attori è inquietante, ci entra dentro come se avessimo le loro bocche a pochi centimetri dalle nostre orecchie.
Lo spettacolo è molto ben realizzato. Ispirato all'Elettra di Sofocle è altamente drammatico e va naturalmente visto con consapevolezza. Faticosamente, fra sofferti e complessi monologhi e tragici dialoghi, si giunge all'epilogo e ai liberatori e convinti applausi finali.

14-18 marzo 2006 Genova, Teatro Della Tosse
21-26 marzo 2006 Torino, Cavallerizza Reale
28 marzo - 13 aprile 2006 Milano, Teatro dei Filodrammatici
20-25 aprile 2006 Chieti, Teatro Marrucino
27-29 aprile 2006 Bari, Teatro Kismet

[ne ha scritto anche lenticchia]

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (11)
giovedì, 23 febbraio 2006

Davvero interessante questa rappresentazione del Faust di Goethe da parte della compagnia polacca Teatr Nowy, che affronta la sfida di portare nei teatri internazionali uno spettacolo interamente recitato in lingua originale.
Diciassette attori straordinari si susseguono, spesso letteralmente invadendo la scena. Ogni personaggio è ottimamente caratterizzato, è una maschera unica dal trucco pesante e marcato che lascia il segno. Marce e balli, intensi monologhi e grotteschi quadri corali scandiscono un ritmo quasi cinematografico, spezzando il racconto in una serie di momenti. Per aiutare a superare l'ostacolo della lingua, le varie fasi sono elencate in un quanto mai opportuno depliant.
La positiva ansia di conoscere dell'opera originale scompare: l'avidità di Faust è qui l'avidità del nostro tempo, pronto a calpestare tutto e tutti per avere in cambio gioventù, bellezza e amore.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti (2)
lunedì, 30 gennaio 2006

Da più di trent'anni Victoria Chaplin ed il marito Jean Baptiste Thierrée portano sulle scene internazionali un circo del tutto personale, fatto di miracolose e sorprendenti trasformazioni, geniali reinterpretazioni di oggetti ed abiti, illusionismi e gag surreali, perfette acrobazie ed affascinanti suoni.
E' uno spettacolo di emozioni, dove le ingenue magie di Jean Baptiste fanno da perfetto controcanto ai misurati movimenti e alla danza leggera di Victoria: vera poesia per i bambini di tutte le età.  Imperdibile.

FrancoG, a proposito di teatro
permalink | commenti