Era forse il 1997, all'interno di un capannone di un'area industriale, a Savona. Suoni metallici, duri, parole oscure e profonde. Uno dei concerti più emozionanti cui abbia assistito, quello dei CSI.
E poi, dopo essersi perso in inascoltabili esperienze da solista, lunedì sera ritrovo Giovanni Lindo Ferretti ospite a Otto e mezzo su La7.
Racconta della sua trasformazione, di aver abbandonato quella linea rossa che lo ha attraversato per anni, sorride dell'aver avuto tratti filosovietici nei testi e nella testa, parla sereno della meraviglia del creato.
Giuliano Ferrara gongola, non sta più nella pelle (e ne ha in abbondanza), non gli pare vero poter raccontare di un comunista convertito al cattolicesimo e alla CdL, per la quale Ferretti dichiara aver votato alle ultime elezioni. Una scelta liberatoria, a suo dire.
La svolta, l'illuminazione, sembra di capire, è stata l'aver rischiato la vita più volte, essere stato miracolato (dalla medicina, sottolinea), probabilmente l'aver vinto un cancro al polmone.
Ora legge l'Osservatore Romano e gli scritti di Ratzinger. Se ve la sentite, potete leggere un'intervista di Antonio Socci (poteva mancare?).
Incomprensibile la scelta politica, sorprendente la metamorfosi religiosa.
Se questa è la via, io che non fumo 50 sigarette al giorno ho meno possibilità di redenzione.