giovedì, 05 giugno 2008

Plauso ad Antonello Piroso che ha intervistato Francesco De Gregori stamattina ad Omnibus su La7. E plauso anche a De Gregori, ma quello è scontato.
Domande intelligenti, risposte pure. E spesso non è un caso. Una piacevole chiaccherata piena di spunti, qualche filmato originale, ripercorrendo parti di una lunga carriera che affonda le radici in un mondo che oggi appare lontanissimo.
Si può, quindi. Si può apprezzare ed ammirare un ospite e non per questo avere un atteggiamento sbavante, la risatina isterica e la finta balbuzie.

FrancoG, a proposito di musica, televisione, informazione
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lunedì, 21 aprile 2008

Vedo troppa televisione, lo so. La accendo appena mi alzo, così come appena rientro in casa, e la prima cosa che faccio è scorrere le notizie del televideo, per vedere se ci sono novità. Così ieri, quando mi è apparso uno sconfortante schermo blu, lo stesso per tutti i canali, mi sono sentito un po' isolato e spaesato. Qualcuno aveva messo mano all'antenna, evidentemente.
Ho provato ad accendere la radio, ma dopo qualche tentativo di trovare una stazione ascoltabile, mi sono arreso.
C'era però troppo silenzio, in casa. Lo sguardo è caduto sul piatto... sì, insomma... il giradischi. Da anni se ne sta lì, immobile e muto, strumento ormai inutile ai più.
Sollevo il coperchio, tolgo la protezione alla puntina. Sposto il braccio, provando avviarlo. Niente! solo un pigro rumoraccio... Tolgo il piatto di gomma, quello in metallo, e stancamente adagiata sul fondo vedo la cinghia di trasmissione. Ha perso ogni elasticità, ha più di vent'anni ormai. Mentre ne provo la resistenza, mi si rompe, quasi mi si sfalda fra le dita, lasciandomi persistenti tracce nere. In un crescendo di desolazione, mi accorgo però di quanto sia appiccicosa, lì dove s'è spezzata. Ci provo. Ne tolgo un paio di centimetri per farla tornare di lunghezza adeguata e ricostituisco l'anello, pressando. Rimonto il tutto, delicatamente.Genesis - Selling England By The Pound
Scelgo accuratamente un disco, un vinile, come si dice ora. Una volta, quando non c'era possibilità di equivoco, erano semplicemente dischi.
Per commemorare questo momento, cerco qualcosa di storico, di importante. Mentre lo metto sul piatto, leggo l'anno di pubblicazione: 1973. Trentacinque anni fanno una certa impressione. Ma non c'è tempo per altri pensieri, gongolante mi godo le prime note che annunciano la bella sorpresa, funziona!

FrancoG, a proposito di musica, vita, scripta
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venerdì, 24 novembre 2006

Luigi TencoReso popolare dall'utilizzo di Ho capito che ti amo come sigla di chiusura di una telenovela di successo, nel dicembre del 1965 Luigi Tenco viene invitato in Argentina. L'entusiasmo della folla è tale che il cantante rimane dieci giorni a Buenos Aires.
Il 27 gennaio del 1967, come noto, fu ritrovato morto in una camera dell'Hotel Savoy di Sanremo, dopo l'esclusione dalla serata finale del Festival.
Partendo da questi spunti di cronaca, Carlo Lucarelli ha scritto un testo sulla base di una ipotetica indagine da parte di un brigadiere di polizia (un Adolfo Margiotta molto più convincente del previsto) per scoprire eventuali legami fra la permanenza in sudamerica ed il possibile omicidio.
E' il pretesto per farci ascoltare canzoni troppo spesso dimenticate, rivisitate a tempo di tango e splendidamente interpretate da Mascia Foschi, accompagnata dal vivo da quattro musicisti (pianoforte, bandoneon, contrabbasso, percussioni, clarinetto, sax).
Così rivestite, le canzoni vengono ripulite dalla patina del tempo e la tristezza di fondo che ne accompagna spesso i bellissimi testi assume i toni di una dolce melanconia.
Uno spettacolo da vedere e soprattutto da ascoltare, non per aver svelato il mistero di una morte ma per ritrovare nelle parole il significato di una vita.

FrancoG, a proposito di musica, teatro
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giovedì, 23 novembre 2006
Dopo averci ingolosito per mesi con la diffusione di ottima musica, ed in più risparmiandoci di dover sopportare vj e pubblicità, da qualche giorno le frequenze televisive di Flux (il secondo canale musicale di Mtv) trasmettono un solo, triste messaggio:
FLUX HAS BEEN QOOBED.
Flux va in digitale e diventa Qoob.
Gentile utente, questa frequenza è stata digitalizzata.

Ora ho un motivo in meno per accendere la televisione.
FrancoG, a proposito di musica, televisione
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giovedì, 16 novembre 2006

Era forse il 1997, all'interno di un capannone di un'area industriale, a Savona. Suoni metallici, duri, parole oscure e profonde. Uno dei concerti più emozionanti cui abbia assistito, quello dei CSI.
E poi, dopo essersi perso in inascoltabili esperienze da solista, lunedì sera ritrovo Giovanni Lindo Ferretti ospite a Otto e mezzo su La7.
Racconta della sua trasformazione, di aver abbandonato quella linea rossa che lo ha attraversato per anni, sorride dell'aver avuto tratti filosovietici nei testi e nella testa, parla sereno della meraviglia del creato.
Giuliano Ferrara gongola, non sta più nella pelle (e ne ha in abbondanza), non gli pare vero poter raccontare di un comunista convertito al cattolicesimo e alla CdL, per la quale Ferretti dichiara aver votato alle ultime elezioni. Una scelta liberatoria, a suo dire.
La svolta, l'illuminazione, sembra di capire, è stata l'aver rischiato la vita più volte, essere stato miracolato (dalla medicina, sottolinea), probabilmente l'aver vinto un cancro al polmone.
Ora legge l'Osservatore Romano e gli scritti di Ratzinger. Se ve la sentite, potete leggere un'intervista di Antonio Socci (poteva mancare?).
Incomprensibile la scelta politica, sorprendente la metamorfosi religiosa.
Se questa è la via, io che non fumo 50 sigarette al giorno ho meno possibilità di redenzione.

FrancoG, a proposito di musica, politica
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