venerdì, 06 novembre 2009

Questa la notizia: Berlusconi risponde, per interposto Vespa, alle dieci domande di Repubblica.
Vogliamo verificare?

1) Quando ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo di incontrarla e dove? Ha frequentato o frequenta altre minorenni?
"Sono solo calunnie. Non ho avuto alcuna relazione con la signorina Noemi".
Le domande erano altre, vabbè.

2) Qual è la ragione che l'ha costretta a non dire la verità per due mesi, fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi?
Nessuna risposta. O forse nessuna domanda.

3) Non trova grave che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità le ragazze che la chiamano "papi"?
"Ho proposto incarichi di responsabilità soltanto a donne con un profilo morale, intellettuale, culturale e professionale di alto livello."
Questo in verità pare dubbio anche per "ragazze" che non lo chiamano "papi".

4) Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008. Sono decine le "squillo" secondo le indagini, condotte nelle sue residenze. Sapeva fossero prostitute?
"C'era una cena con molte persone organizzata dalle militanti dei club 'Forza Silvio' e 'Meno male che Silvio c'è'" alla quale "all'ultimo momento si infilò anche Tarantini con due sue ospiti".
Sì, ma dopo cena??

5) E' capitato che "voli di Stato" senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
"La magistratura ha già archiviato la pratica al riguardo. Io non ho mai utilizzato 'voli di Stato' in modo non lecito."
Va bene, va bene...

6) Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto?
"Io non mi sono mai lasciato ricattare da nessuno, né mi sono mai comportato in modo per cui un simile evento si potesse verificare".
Sì, ma quel famoso dopo cena..?

7) Le sue condotte sono in contraddizione con le due politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
Anche qui nessuna risposta.

8) Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica? E ,se lo esclude, ritiene di poter adempiere alla funzione di presidente del Consiglio?
"Ho ripetutamente indicato a titolo di suggerimento, affinchè dal Parlamento possa essere compiuta la scelta migliore, un candidato che ritengo sia il migliore in assoluto".
E per quanto riguarda la presidenza del Consiglio, già conosciamo quella storia degli ultimi 150 anni, inutile insistere...

9) Lei ha parlato di un "progetto eversivo" che la minaccia. Puo' garantire di non aver usato nè di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
"Non ho certo mai pensato di impiegare queste risorse contro alcuno".
Prendiamola per buona, i dubbi restano.

10) Alla luce di quanto emerso in questi mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
"A questa domanda rispondono i fatti."
In questo caso non possiamo che essere d'accordo.

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lunedì, 02 novembre 2009

Dopo Rutelli, anche Cacciari saluta e se ne va, non riconoscendosi nelle nuove prospettive del Partito Democratico. Beato lui che le conosce.
Mi sembrano due prese di posizione di comodo, che poco hanno a che vedere con le motivazioni esplicitate e le critiche espresse.
D'altra parte entrambi hanno avuto percorsi politici poco lineari e, per quanto mi riguarda, difficilmente comprensibili.
Più che un allarme per pezzi che si perderebbero per strada, forse è un (buon) segnale che il Pd vuole darsi (finalmente) un'identità.

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lunedì, 26 ottobre 2009

Bersani segretario. Bene, poteva andare peggio. Forse cercherà di cancellare l'ultimo (in ordine cronologico) grosso e grossolano errore del Pd, e cioè tagliare i ponti con la sinistra per proporsi a governare con una sola voce, con all'orizzonte il solo bipartitismo perfetto, causa prima dell'esclusione parlamentare di necessarie rappresentanze.
Cambiato il timoniere, attendiamo di vedere la rotta.

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giovedì, 08 ottobre 2009

Assolto il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza ed ex capo della polizia Gianni De Gennaro.

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venerdì, 02 ottobre 2009

Troppo spesso ci sentiamo compressi, stretti fra le vuote polemiche che traboccano sui media, avvolti dalle spire di discorsi sempre uguali, che si nutrono della loro stessa ripetizione, e crescono, si ingigantiscono, ci opprimono.
Sentiamo il bisogno di aria nuova, di ragionamenti dall'ampio respiro, che possano elevarci un po', farci riscoprire che esiste ancora un altro mondo, sottotraccia, offuscato dal gran polverone di banalità quotidiane.
Ieri sera sono andato ad ascoltare Gian Enrico Rusconi, un brillante storico e politologo che, nell'ambito di un ciclo di incontri per il ventennale della caduta del muro di Berlino, ha parlato con straordinaria passione della Germania di ieri e di oggi, della sua trasformazione, smontando stereotipi, instillando dubbi, tracciando ipotesi, sottolineando passaggi rilevanti, raccontando la propria meraviglia di fronte ad una rivoluzione incruenta, confessando lo stupore, proprio e di tutti gli storici, davanti al crollo improvviso di quella frontiera, manifestando la propria ammirazione per la società tedesca e la sua capacità di ristrutturarsi, abbandonando divisioni anacronistiche.
Poi, a casa, Santoro, Annozero, Belpietro, la D'Addario.
Un muro, ci vorrebbe.

lunedì, 28 settembre 2009

Quando la realtà supera la fantasia non è mai un buon segno.
Soltanto poco tempo fa ironicamente auspicavo che lo Stato aumentasse le lotterie per abbassare le imposte, chiedevo un Superenalotto al giorno.
Troppa grazia, oggi ha esordito Win for Life, con un'estrazione ogni ora.
Certo, resta sempre da fare il passo successivo, diminuire la pressione fiscale…

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lunedì, 21 settembre 2009

Servire la patria è un onore. La propaganda fascista ha riempito i muri di slogan, lo ha fatto tanti anni fa, continua a farlo oggi, mutatis mutandis.
E la retorica vuole che non ci si possa opporre, non si debba sollevare eccezione alcuna, pena l'essere additato come elemento dallo scarso attaccamento alla nazione, nel migliore dei casi.
Chi non canta l'inno è messo all'indice, da qualche tempo. Nessuno si tiri indietro, tutti uniti intorno alla bandiera, tutti a difendere il tricolore.
Poi accade che salti per aria un po' di gente, e si faccia la conta dei morti. E sgranando il rosario ci si accorga che sono tutti del sud, questi volontari professionisti, questi eroi difensori della nostra libertà, questa carne da macello figlia della disoccupazione. Questi nostri fratelli sono tutti meridionali, così come gli americani sono sempre afro-ispanici.
Nel frattempo, i signori della guerra muovono le pedine dalle retrovie, spostano contingenti da qui a là, sfilano a testa alta tronfi d'orgoglio nazionalista. E pontificano di doveri. Di solito altrui.

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giovedì, 17 settembre 2009

Un milione di posti di lavoro. Persi.
Così dice l'allarmata stima dell'Ocse (dati 2010 su 2007).
Bisognerà anche essere ottimisti, il peggio sarà pure passato e ci saranno incoraggianti segnali di ripresa, ma sta di fatto che lo strascico della crisi economica colpirà ancora e duramente.
Non tutti, non chi ha vissuto una semplice crisi finanziaria da crollo delle borse, ma certo coloro i quali hanno perso o perderanno il posto di lavoro, e con loro le persone che li circondano, gli ammortizzatori sociali naturali, per così dire.
Questa è la realtà, non le fiction di nome o di fatto.

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mercoledì, 16 settembre 2009

C'è tutto un mondo, oltre la telecamera. Lì dove la luce non è perfetta e le zone d'ombra nascondono particolari poco edificanti (ed edificati), lì possiamo trovare la verità.
Leggiamola qui.

giovedì, 10 settembre 2009

Niente da fare, non si rassegna. Gli si dice che va tutto bene e lui no, precisa e sottolinea. Lo si incensa con slanci di amore fraterno e lui prende le distanze e puntualizza. Sembra proprio che questa volta Fini non voglia piegarsi. Piuttosto si spezza.

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mercoledì, 05 agosto 2009

Quando fa caldo, si sa, bisogna bere più acqua e vestire leggeri. E magari pensare leggeri.
Sarà anche per questo che nei mesi estivi tutto rallenta, anche l'attività politica, che di solito lascia spazio a qualche sterile vicenda senza futuro, anche l'affannoso scriverne sui blog, che rimandano l'indignazione all'autunno, che sarà caldo, ma in ragione di nuovi scontri di sostanza.
Quest'anno poi, pare che i blogger siano meno attivi del solito ed i sospetti di molti (e di Molti!) si concentrano su Facebook che ha rubato il tempo, le menti e le tastiere.
Per qualcuno è così, per sua stessa ammissione, per altri forse meno, per me certo no. Ma generalmente può trattarsi quantomeno di una concausa, una sirena cui rivolgersi volentieri in tempi ricchi soprattutto di delusioni, di impotenza, di vacue e risibili divisioni a sinistra, di bandiere rosse in soffitta, di battaglie contro i mulini a vento.
A che serve parlare e sparlare se poi tutto continua come prima e peggio di prima? Cosa denunciare che non sia già scontato e comunque già assorbito e in fondo ormai, malvolentieri, tollerato?
In un simile deserto di idee ed iniziative, può accadere ci si consoli con decine di nuove amicizie virtuali e massivi auguri di compleanno, ci si iscriva a gruppi per riassaporare la partecipazione, si testino le proprie capacità e conoscenze, un po' come si fa sotto l'ombrellone.
A proposito, buone vacanze.

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giovedì, 30 luglio 2009

Teniamoci magari l'Irpef, ma aboliamo l'imposta sulla spazzatura, cancelliamo le tasse universitarie, abbassiamo il prezzo del trasporto pubblico.
Si può fare. Basta aumentare la frequenza delle estrazioni del Lotto! Non solo tre alle settimana, facciamole giornaliere, anzi facciamone due al giorno, una a pranzo ed una a cena.
Con il solo Superenalotto a giugno lo Stato ha incassato quasi 4 milioni di euro al giorno, perché non approfittarne?
Daremmo vita ad un circolo virtuoso, con sorridenti italiani che si mettono inconsapevolmente in coda per pagare le tasse e un allegro Tremonti che può continuare a sostenere che le entrate tengono.

mercoledì, 29 luglio 2009

Altro che dialetto, a me basterebbe che gli insegnanti (e non solo loro) conoscessero l'italiano.
Stamattina ad Omnibus Roberto Cota, capogruppo padano alla Camera, chiamato a difendere la posizione della Lega, è scivolato su un "l'idoneità la si conseguisce... consegue" da brividi.
Ed io ho lottato per anni al liceo con una prof di latino che mi segnava come errore la traduzione di "soleo" in "sono solito", sostenendo questo essere un passato prossimo. Siamo andati avanti così, versione dopo versione, saggio dopo saggio. Non sono mai riuscito a convincerla, o quantomeno a farle ammettere che stava sbagliando. Con Cota non ci proverei neppure.

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mercoledì, 15 luglio 2009

Se ne scopre sempre una nuova, beata ignoranza, la mia. Ora scopro esistere la "colpa cosciente", l'aggravante di chi commette un omicidio non volontariamente ma comunque potendone prevedere il verificarsi ed accettandone il rischio. A rischiare di più è la vittima, in effetti, ma vabbè.
Un annetto, costa questa scommessa persa. Poco, in fondo, sottile la differenza fra la prudenza e l'avventatezza, fra la vita e la morte.
Una garanzia in più, per chi spara indossando una divisa, per chi punta un'arma contro chi forse ha una pietra o una cinghia in mano, per chi, come l'agente Spaccarotella, non ha intenzione di uccidere, ma per un momento si lascia attraversare dal dubbio. Poi, in coscienza, lo scaccia e decide di sparare. Ad altezza uomo.

FrancoG, a proposito di attualità, società
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lunedì, 13 luglio 2009

Con la candidatura alla segreteria del PD, Beppe Grillo getta la maschera e si rivela per quello che realmente è: un comico.

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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mercoledì, 01 luglio 2009

Ogni tanto mi vengono dei dubbi, di essere fazioso, di avere un'ottica troppo di parte. Avendo mangiato pane e bandiere rosse sin da giovane ci potrebbe anche stare.
Quando sento il premier dire che ci vuole ottimismo per uscire dalla crisi, che bisogna spendere, che il fattore psicologico ha conseguenze anche sull'economia reale, stento a credergli. Ma potrebbe anche avere ragione, in qualche misura.
Poi però sento Kakà dichiarare che è stato venduto per colpa della crisi che "ha colpito molto i club, principalmente quelli che sono imprese come il Milan" e allora mi sembra di capire che come al solito le regole non sono uguali per tutti e che i comportamenti privati sono sempre diversi dalle pubbliche parole.
Dice il giocatore: "Ho parlato con la società (leggi il presidente Berlusconi) e abbiamo concluso che la cosa migliore per tutti era quella del trasferimento". Sono d'accordo.
Anche se il trasferimento del presidente del Milan sarebbe stato più vantaggioso davvero per tutti. Ma chi se lo compra?

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venerdì, 19 giugno 2009

Attoniti ed impotenti assistiamo al degrado socioculturale, all'affossamento del bilancio statale, all'abbandono dei ceti deboli al proprio destino, al trionfo della spregiudicatezza, all'ingiustizia che si fa norma.
I politici ed i partiti in cui avevamo creduto sono svaniti o ci hanno deluso, anche le risicate maggioranze hanno lasciato il posto a sicure minoranze, a tornate elettorali senza speranza.
E le prospettive non sono migliori del presente.
Si cerca la sinistra, in un paese che di sinistra non è mai stato, in un paese che ha sempre votato centro(destra).
La struttura bipolare ha schiacciato molti sulla scelta "utile" del Pd, più come ciambella di salvataggio antiberlusconiana che per reale e ragionata convinzione. Ed intrappolati in quel recinto, cercano di tirare verso sinistra un partito che è andato altrove in cerca di voti, augurandosi improvvise inversioni di marcia, chiedendo svolte.
Sbagliano, secondo me.
E' una partita persa, le speranze verranno deluse. Ma non solo, è una partita perdente, un'idea sbagliata.
Se l'obiettivo è mettere in minoranza le destre, andare al governo, l'unica possibilità concreta è portare a sè il pesante appoggio della Chiesa, vero ago della bilancia di un paese papista qual è l'Italia.
Le settimane che hanno preceduto il voto europeo ed amministrativo sono state ricche di segnali di insofferenza dei vescovi verso alcune decisioni della maggioranza, oltre che verso gli allegri comportamenti personali del presidente del consiglio, sempre meno tollerabili.
Le dichiarazioni sui respingimenti e sulle necessità di politiche più incisive contro la povertà, così come gli appelli alla moralità, si sono moltiplicati per giorni. Poi, incassato forse lo stop al temuto sfondamento del Pdl, più nulla. Non penso sia casuale.
Credo che i tempi siano ormai quasi maturi perché il Pd faccia un ulteriore passo verso il centro, che potrebbe formalizzarsi, per esempio, nella conferma di un ex Dc come Franceschini come segretario ed un'ipotesi di accordo con l'Udc di Casini.
Altro che Bersani, altro che D'Alema, questa è l'unica possibilità di sbriciolare il castello berlusconiano.
E noi? Noi che non ci accontentiamo del meno peggio? Noi che non siamo appagati dal governare, ma che siamo interessati a quali politiche vengono sostenute? A noi non resta, come sempre, che l'opposizione, l'esilio, reale o ideale che sia, perché questo no, non è un paese per comunisti.
Ed ora, intanto, un po' di vacanze.

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lunedì, 15 giugno 2009

Ma allora, va tutto bene o no? La crisi, il regime, in che Italia stiamo vivendo?
Mettete assieme per esempio le ultim'ora dell'agenzia di stampa Asca sul terremoto e un'idea potete farvela.
Alle 15:11 si ricorda che domani, in concomitanza con l'avvio del dibattito sul decreto Abruzzo per la ricostruzione, è previsto un sit-in di protesta per le promesse fatte e non ancora mantenute. Peraltro notizia che non è su tutte le prime pagine, diciamo così.
Alle 17:18 il capo della protezione civile Bertolaso, nella registrazione della puntata di Otto e mezzo che andrà in onda stasera su La7, si affretta a dichiarare (pur dicendosi "al di sopra delle parti") che nei territori colpiti dal sisma non c'è nessun malessere, anche perché la maggioranza, che ha gestito l'emergenza, ha avuto un risultato largamente positivo nelle ultime elezioni.
Alle 17:32 rincara la dose, sostenendo la sostanziale inutilità della manifestazione, perché nel pomeriggio da Palazzo Chigi è uscito un comunicato stampa molto significativo, che ha chiarito ogni dubbio vanificando le ragioni della protesta.
Dev'essere per questo che la protezione civile ha impedito il volantinaggio nelle tendopoli da parte dei comitati organizzatori la manifestazione, perché era superflua. A che pro "turbare la quiete degli ospiti"?
Nessun volantino, nessuna informazione, quindi. Tranne quelli di "
karaoke, clown, balli", perché... perché sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco, al cardinale, diventan tristi se noi piangiam...

EDIT martedì 16, ore 14:19:
La manifestazione sparisce dal Tg1. E andiamo avanti.

giovedì, 11 giugno 2009

"Bisogna far nascere un Partito nuovo della sinistra italiana, di tutta la sinistra italiana. Un partito creato da tutti quelli che oggi sono all'opposizione e che si sentono piu' o meno di sinistra, da Rifondazione all'Italia dei valori, dal Partito democratico al movimento di Vendola, dai socialisti ai Verdi, dai Comunisti italiani ai radicali".
E' la rinnovata proposta di Fausto Bertinotti. Sulla base di cosa, mi chiedo.
E poi: "piu' o meno di sinistra"? L'Italia dei Valori sarebbe di sinistra, più o meno? Il Partito Democratico è un po' di sinistra? I Radicali sono di sinistra?
A me pare solo una mistura di soggetti a diverso titolo contrapponibili alle destre di governo, ma certo non un insieme omogeneo, un possibile partito nuovo. Mi sembra un'idea poco originale, priva di sostanza e soprattutto di futuro.
Se questa è la prospettiva, siamo fritti.

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martedì, 09 giugno 2009

L'erba del vicino è sempre più marcia.

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lunedì, 08 giugno 2009

Gli elettori diminuiscono, le destre avanzano.
Avessi tempo mi piacerebbe scoprire se si tratti di una crescita percentuale o in termini di numero di voti.
In ogni caso, non è certo un bel segnale.

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giovedì, 04 giugno 2009

Quando si subisce una sconfitta, ancor più se dura, ancor più se ci ha lasciato attoniti, dopo un primo momento di sbandamento spesso sentiamo forte il desiderio di rifarci, di avere un'altra possibilità. Crediamo - o ci illudiamo - di potercela fare, la prossima volta.
Non è ancora arrivato il momento, le ultime elezioni politiche esigono un nuovo turno elettorale che ci dia l'obiettivo di sovvertire lo stato di cose in Italia, e non una panacea (quand'anche desse buon esito) priva di conseguenze.
E' la volta delle Europee, accontentiamoci.
La scelta non è semplicissima, come frequentemente accade.
Da tempo ho escluso il Pd, non solo per ragioni "statutarie" e di dinamiche nazionali, ma anche per una mancanza identitaria ancor più evidente in Europa, dove non esiste un gruppo che possa accoglierne ed accontentarne le due anime costituenti.
Questa esclusione trascina dolorosamente con sè la decisione di scartare Sinistra e Libertà, che ha come prospettiva nazionale un ipotetico cammino comune con il Pd, rapidamente dimentichi di essere stati recentemente scaricati e di fatto estromessi dal parlamento italiano e forse europeo grazie ad uno sbarramento poco democratico.
Il ragionamento porta necessariamente ad una scelta quasi obbligata, ma non per questo meno convinta: la Lista Anticapitalista e Comunista.
Mi convince il programma, mi convince Ferrero, la sua volontà di cercare sintonie non subalterne, mi convince anche in questa fase l'idea forse utopica, forse un po' ottusa, di una sinistra fermamente legata ai propri solidi princìpi.
In fondo, l'unica sinistra possibile.
banner candidata Margherita Hack

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giovedì, 28 maggio 2009

"Would you buy a used car from this man?", Kennedy, 1960.
"Fareste educare i vostri figli da quest'uomo?", Franceschini, 2009.
Per chi va al di là del proprio naso è evidente che là non si insinuava che Nixon manomettesse i contachilometri delle proprie auto o si facesse riferimento alla dubbia capacità di tenere una vettura in buone condizioni.
Si alludeva ovviamente ad una discutibile onestà, ad una scala di valori che dà priorità al profitto ad ogni costo.
L'idea di fondo è quindi simile, anche se certo parlare di mercato automobilistico ha un minor impatto emozionale rispetto all'educazione dei figli, in un paese poi dove la famiglia è, nominalmente almeno, intoccabile.
Altre differenze? Be', le elezioni del 1960 Kennedy le vinse...

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giovedì, 14 maggio 2009

Quando sento i populisti della libertà etichettare ripetutamente l'opposizione come "sinistra" mi viene la pelle d'oca.
Facile intuire le motivazioni della scelta, hanno vinto elezioni su elezioni agitando lo spettro dei cosacchi, niente potrebbe fargli ammettere che la situazione è cambiata. Ormai l'annacquato partito che fu il Pci è retto da Franceschini, un democristiano progressista, per così dire. Ma già Veltroni aveva cancellato pubblicamente l'etichetta rossa, smarcandosi dall'ala radicale.
Se però l'intenzione della destra è lampante, meno ovvia appare la ragione della mancata sottolineatura di quella falsa attribuzione, dell'accettazione passiva di un marchio immotivato. Forse stanchezza, forse rassegnazione. Forse il desiderio onnivoro di rappresentare tutto ciò che non è destra, dimenticando, e cercando di far dimenticare, che la sinistra c'è ancora, è altro, è extraparlamentare.

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martedì, 05 maggio 2009

La pretesa superiorità intellettuale della sinistra sta dando un'altra prova di sè, non affondando il colpo di fronte alla dolorosa vicenda personale del premier (olè!). Salvo poi prenderselo sotto la coda a parti invertite, ma vabbè.
Mi allineo volentieri ed evito quindi di sfruculiare nel gossip di veline promosse, amanti minorenni, figlie illegittime.
Registro soltanto in rapida successione la moglie che dichiara di non poter "stare con un uomo che frequenta le minorenni", reputa colma la misura, prende armi bagagli e milioni e lo lascia solo con il suo 75,1% di consensi.
Poi il fido Mike Bongiorno che va da Fazio a lamentarsi pesantemente del comportamento dell'uomo Berlusconi, che l'ha dimenticato da un giorno all'altro, voltandogli la schiena, senza un perché e senza un saluto.
Infine (infine?) oggi i vescovi, che per bocca dell'Avvenire, scaricano il premier perché "la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo." Puntualizzando che "i cittadini (...) di tanto ciarpame alla fin fine farebbero volentieri a meno". E l'uso della parola "ciarpame" non sembra affatto casuale, definendo bene la scelta di campo.
Ci mancherebbe solo che Emilio Fede...

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giovedì, 30 aprile 2009

Il Corriere della Sera e il Mattino hanno pubblicato due disegni riproducenti il Duce. Uno è piaciuto, l’altro no; vale quindi, anche per i disegni, la norma vigente per le fotografie e cioè che debbono essere precedentemente presentate all’Ufficio stampa del Capo del Governo per avere l’autorizzazione alla pubblicazione.

Il sottosegretario Ciano ha deplorato l’abitudine dei giornali di pubblicare fotografie, corrispondenze e titoli come questi freddo intenso a Roma, Napoli sotto la neve, La neve a Palermo. In questo modo si sviano le correnti turistiche del paese.

Pubblicare un articolo consigliante un limitato consumo della carne durante l'estate.

Sensibilizzare con fotografie, interviste, ecc. i viaggi delle coppie prolifiche per essere ricevute a Roma dal Duce.


(veline, 1933-1940, fonte Wikipedia)

...altri tempi?

lunedì, 27 aprile 2009

Lodi, lodi, lodi a Berlusconi. Che scende in piazza il 25 aprile e inneggia alla necessità di "costruire finalmente un sentimento nazionale unitario"...
No, scusa, guarda che è da mo' che la festa della Liberazione è unitaria, unitaria ma antifascista. Ci mancherebbe altro.
Se c'è uno che ha rotto quest'equilibrio sei proprio tu, con la trovata elettorale dei comunisti che avrebbero ridotto la nazione come un qualsiasi paese dell'est, fra miseria, terrore e morte.
Sei tu che non sei mai sceso in piazza, tu e i tuoi amichetti del PdL. E non è un caso che anche adesso, mentre fingi di celebrare una nuova unità ritrovata, tralasci di nominare i fascisti e punti il dito sui nazisti, identificandolo come solo nemico comune.
Non è questa la storia d'Italia, non è questa la storia.

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mercoledì, 22 aprile 2009

Anche se "probabilmente avremo ancora qualche mese difficile", "il peggio l'abbiamo visto" ha detto Emma Marcegaglia lunedì, mentre il Mibtel era intento a perdere il 3,88%.
Ieri l'FMI ha fatto un po' di conti, rilevando che il debito italiano, a seguito degli interventi necessari ad affrontare la crisi, salirà dal 106% del Pil dell'anno scorso al 121% nel 2010.
L'allarme era già stato lanciato a fine marzo dall'Ocse, ma con la classica sicumera il presidente Berlusconi aveva risposto stizzito: "tacciano".
Certo, meglio non far sapere che andiamo verso un debito pubblico in linea con i valori raggiunti nei primi anni '90, abbassato faticosamente dai governi di centrosinistra (facendone pagare il prezzo ai soliti noti, ovvio): siamo passati attraverso prelievi forzosi dai conti correnti (l'odiato Amato) ed eurotax (parzialmente restituita), sempre con un'Irpef mantenuta a livelli sostanziosi. Niente di cui esser contenti, ma per lo meno a vantaggio dei conti dello Stato.
Tutto questo stringer la cinghia per quindici anni ora se ne va in fumo, non abbiamo fatto in tempo a vedere concretizzato il miraggio di un vantaggio che siamo di nuovo ripiombati in tempi bui, tempi di sacrifici. Sempre sulle spalle degli stessi, cosa ve lo dico a fare.

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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venerdì, 17 aprile 2009

Volete voi che sia abrogata la democrazia?
Fateci questa domanda, così almeno facciamo un solo referendum, l'ultimo, e poi non se ne parla più. Perché continuare a stare in questo stato (e questo Stato) ci logora.
L'Italia è una Repubblica democratica. Articolo 1 della Costituzione, mica pizza e fichi. Democratica. Démos e cràtos: potere del popolo.
Come esercitiamo questo potere? In forma diretta, attraverso i referendum, o indiretta, tramite i rappresentanti eletti in Parlamento.
I rappresentanti un po' ce li siamo giocati, perché le liste bloccate hanno limitato la possibilità di scelta. Va bene, pazienza, ci resta sempre la lista.
E poi i referendum. I quali, storia di questi giorni, potrebbero essere abbinati alle amministrative come no. Il che, è del tutto evidente, non implica solo una differenza di costi, su cui è incentrata la polemica politica, ma una differenza di esito. La scelta del giorno può determinare il risultato stesso del referendum, il suo successo o il suo fallimento. 
Allora, cosa resta della volontà popolare?

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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mercoledì, 15 aprile 2009
salcedo_shibboleth.gifLondra, Tate Modern, 2007
(Doris Salcedo - Shibboleth)


L'Aquila, ospedale San SalvatoreL'Aquila, Ospedale San Salvatore, 2009


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