giovedì, 01 dicembre 2005

Mentre i telegiornali fanno a gara per informarci sullo stato di salute di qualche tacchino rumeno e ci terrorizzano con la minaccia dell'aviaria, oggi si celebra la giornata per la lotta all'Aids.
C'è un forte stridore fra l'aleggiare di possibili pandemie e la realtà con cui, soprattutto in Africa, ci si confronta quotidianamente.
Lo slogan di quest'anno, "Mantenete le promesse", punta il dito sul rischio che l'impegno formale dei governi mondiali venga disatteso (in Italia i tagli ai fondi per la cooperazione sono un ragionevole motivo di allarme).
I dati diffusi dalla LILA evidenziano quanto successi ed insuccessi (vita o morte, in definitiva) siano direttamente legati alla possibilità di accedere ai farmaci necessari alla cura.
Al di là di incubi futuri, i milioni di morti sono già il presente di una malattia non più molto "di moda" e i fondi che potrebbero essere utilizzati per curare malati di Aids sono distratti a favore di acquisti massivi di farmaci dalla dubbia utilità.
E c'è di più. Si ventilano (fantasiose?) ipotesi secondo le quali il panico da aviaria sia stato sparso a proposito, per interessi commerciali. La prima vede implicato Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa e maggiore azionista della società californiana che ha sviluppato il Tamiflu. La seconda coinvolge le aziende che stanno lavorando a polli geneticamente modificati, immuni all'influenza aviaria.
Ipotesi ancora più inquietanti ruotano intorno all'origine del virus dell'Aids, nato in laboratorio e diffuso per contenere la crescita demografica africana oppure intenzionalmente aggiunto ad un vaccino sperimentale contro l'epatite B. Incredibile? E allora l'ipotesi "ufficiale" secondo cui tutto nasce d
all'aver mangiato carne di scimpanzè infetto o dal morso di una scimmia nel didietro di un africano vi pare più probabile?

FrancoG, a proposito di politica, informazione, società, solidarietà
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Commenti
#1    01 Dicembre 2005 - 13:07
 
Ho letto in varie riviste (sulla rete si trova qualcosa, ad esempio in

http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/viru/hooper/hooper.html

che rende un po' meno fantascientifica l'ipotesi del vaccino. L'AIDS non era nel vaccino all'inizio, ma ci è entrata con la preparazione di dosi di vaccino locali. Poi la vaccinazione l'ha distribuita e le ha consentito di mutare sino alla forma umana che conosciamo.

ste
utente anonimo

#2    01 Dicembre 2005 - 18:13
 
creazione dell'epidemia intenzionale? oddìo fosse così sarebbe ancora più allucinante e vergognoso, da una parte il mio istinto di conservazione mi consiglia di non prendere per buone queste illazioni per non deprimermi ulteriormente, dall'altra il mio "complottismo" mi impone di saperne di più
grazie per la visita, il commento e la segnalazione, e complimenti per il blog
a presto
luca
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#3    02 Dicembre 2005 - 15:15
 
Per quanto inquietanti e facciano montare una rabbia incredibile, le ipotesi che hai tracciato sono più che lecite. Appunto per i grossi interessi che ruotano intorno alle grosse forniture di farmaci.
Senza tralasciare il fatto che l'influenza dei polli, a livello di comunicazione e opinione pubblica, è un ottimo modo per distogliere l'attenzione da questioni spinosissime...
Il pensierino in occorrenza della giornata mondiale dell'aids e della diffusione dei nuovo drammatici dati, va invece alla chiesa e all'incoscienza delle sue posizioni rigide in materia di prevenzione e delle intromissioni fuori luogo.
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#4    02 Dicembre 2005 - 16:23
 
Quando gli interessi sono grandi, la verità fatica sempre a venire a galla.
Vedo che anche l'ipotesi (#1) di una involontaria contaminazione di un vaccino sperimentale contro la poliomelite distribuito a un milione di africani fra il 1957 e il 1960 è macchiata da segreti e documentazioni misteriosamente scomparse.
Anch'io sono un diffidente dietrologo, credo sia lecito comunque cercare di saperne di più.
Alla chiesa fatico a chiedere modernità: quindi, lecite le posizioni rigide, deleterie le amplificazioni laiche (soprattutto quando strizzano l'occhio a possibili elettori).
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