Mentre i telegiornali fanno a gara per informarci sullo stato di salute di qualche tacchino rumeno e ci terrorizzano con la minaccia dell'aviaria, oggi si celebra la giornata per la lotta all'Aids.
C'è un forte stridore fra l'aleggiare di possibili pandemie e la realtà con cui, soprattutto in Africa, ci si confronta quotidianamente.
Lo slogan di quest'anno, "Mantenete le promesse", punta il dito sul rischio che l'impegno formale dei governi mondiali venga disatteso (in Italia i tagli ai fondi per la cooperazione sono un ragionevole motivo di allarme).
I dati diffusi dalla LILA evidenziano quanto successi ed insuccessi (vita o morte, in definitiva) siano direttamente legati alla possibilità di accedere ai farmaci necessari alla cura.
Al di là di incubi futuri, i milioni di morti sono già il presente di una malattia non più molto "di moda" e i fondi che potrebbero essere utilizzati per curare malati di Aids sono distratti a favore di acquisti massivi di farmaci dalla dubbia utilità.
E c'è di più. Si ventilano (fantasiose?) ipotesi secondo le quali il panico da aviaria sia stato sparso a proposito, per interessi commerciali. La prima vede implicato Donald Rumsfeld, segretario alla difesa Usa e maggiore azionista della società californiana che ha sviluppato il Tamiflu. La seconda coinvolge le aziende che stanno lavorando a polli geneticamente modificati, immuni all'influenza aviaria.
Ipotesi ancora più inquietanti ruotano intorno all'origine del virus dell'Aids, nato in laboratorio e diffuso per contenere la crescita demografica africana oppure intenzionalmente aggiunto ad un vaccino sperimentale contro l'epatite B. Incredibile? E allora l'ipotesi "ufficiale" secondo cui tutto nasce dall'aver mangiato carne di scimpanzè infetto o dal morso di una scimmia nel didietro di un africano vi pare più probabile?
permalink | commenti (4)






