Dopo Rutelli, anche Cacciari saluta e se ne va, non riconoscendosi nelle nuove prospettive del Partito Democratico. Beato lui che le conosce.
Mi sembrano due prese di posizione di comodo, che poco hanno a che vedere con le motivazioni esplicitate e le critiche espresse.
D'altra parte entrambi hanno avuto percorsi politici poco lineari e, per quanto mi riguarda, difficilmente comprensibili.
Più che un allarme per pezzi che si perderebbero per strada, forse è un (buon) segnale che il Pd vuole darsi (finalmente) un'identità.






