Ogni tanto mi vengono dei dubbi, di essere fazioso, di avere un'ottica troppo di parte. Avendo mangiato pane e bandiere rosse sin da giovane ci potrebbe anche stare.
Quando sento il premier dire che ci vuole ottimismo per uscire dalla crisi, che bisogna spendere, che il fattore psicologico ha conseguenze anche sull'economia reale, stento a credergli. Ma potrebbe anche avere ragione, in qualche misura.
Poi però sento Kakà dichiarare che è stato venduto per colpa della crisi che "ha colpito molto i club, principalmente quelli che sono imprese come il Milan" e allora mi sembra di capire che come al solito le regole non sono uguali per tutti e che i comportamenti privati sono sempre diversi dalle pubbliche parole.
Dice il giocatore: "Ho parlato con la società (leggi il presidente Berlusconi) e abbiamo concluso che la cosa migliore per tutti era quella del trasferimento". Sono d'accordo.
Anche se il trasferimento del presidente del Milan sarebbe stato più vantaggioso davvero per tutti. Ma chi se lo compra?






