venerdì, 19 giugno 2009

Attoniti ed impotenti assistiamo al degrado socioculturale, all'affossamento del bilancio statale, all'abbandono dei ceti deboli al proprio destino, al trionfo della spregiudicatezza, all'ingiustizia che si fa norma.
I politici ed i partiti in cui avevamo creduto sono svaniti o ci hanno deluso, anche le risicate maggioranze hanno lasciato il posto a sicure minoranze, a tornate elettorali senza speranza.
E le prospettive non sono migliori del presente.
Si cerca la sinistra, in un paese che di sinistra non è mai stato, in un paese che ha sempre votato centro(destra).
La struttura bipolare ha schiacciato molti sulla scelta "utile" del Pd, più come ciambella di salvataggio antiberlusconiana che per reale e ragionata convinzione. Ed intrappolati in quel recinto, cercano di tirare verso sinistra un partito che è andato altrove in cerca di voti, augurandosi improvvise inversioni di marcia, chiedendo svolte.
Sbagliano, secondo me.
E' una partita persa, le speranze verranno deluse. Ma non solo, è una partita perdente, un'idea sbagliata.
Se l'obiettivo è mettere in minoranza le destre, andare al governo, l'unica possibilità concreta è portare a sè il pesante appoggio della Chiesa, vero ago della bilancia di un paese papista qual è l'Italia.
Le settimane che hanno preceduto il voto europeo ed amministrativo sono state ricche di segnali di insofferenza dei vescovi verso alcune decisioni della maggioranza, oltre che verso gli allegri comportamenti personali del presidente del consiglio, sempre meno tollerabili.
Le dichiarazioni sui respingimenti e sulle necessità di politiche più incisive contro la povertà, così come gli appelli alla moralità, si sono moltiplicati per giorni. Poi, incassato forse lo stop al temuto sfondamento del Pdl, più nulla. Non penso sia casuale.
Credo che i tempi siano ormai quasi maturi perché il Pd faccia un ulteriore passo verso il centro, che potrebbe formalizzarsi, per esempio, nella conferma di un ex Dc come Franceschini come segretario ed un'ipotesi di accordo con l'Udc di Casini.
Altro che Bersani, altro che D'Alema, questa è l'unica possibilità di sbriciolare il castello berlusconiano.
E noi? Noi che non ci accontentiamo del meno peggio? Noi che non siamo appagati dal governare, ma che siamo interessati a quali politiche vengono sostenute? A noi non resta, come sempre, che l'opposizione, l'esilio, reale o ideale che sia, perché questo no, non è un paese per comunisti.
Ed ora, intanto, un po' di vacanze.

FrancoG, a proposito di politica, scripta, attualità
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lunedì, 15 giugno 2009

Ma allora, va tutto bene o no? La crisi, il regime, in che Italia stiamo vivendo?
Mettete assieme per esempio le ultim'ora dell'agenzia di stampa Asca sul terremoto e un'idea potete farvela.
Alle 15:11 si ricorda che domani, in concomitanza con l'avvio del dibattito sul decreto Abruzzo per la ricostruzione, è previsto un sit-in di protesta per le promesse fatte e non ancora mantenute. Peraltro notizia che non è su tutte le prime pagine, diciamo così.
Alle 17:18 il capo della protezione civile Bertolaso, nella registrazione della puntata di Otto e mezzo che andrà in onda stasera su La7, si affretta a dichiarare (pur dicendosi "al di sopra delle parti") che nei territori colpiti dal sisma non c'è nessun malessere, anche perché la maggioranza, che ha gestito l'emergenza, ha avuto un risultato largamente positivo nelle ultime elezioni.
Alle 17:32 rincara la dose, sostenendo la sostanziale inutilità della manifestazione, perché nel pomeriggio da Palazzo Chigi è uscito un comunicato stampa molto significativo, che ha chiarito ogni dubbio vanificando le ragioni della protesta.
Dev'essere per questo che la protezione civile ha impedito il volantinaggio nelle tendopoli da parte dei comitati organizzatori la manifestazione, perché era superflua. A che pro "turbare la quiete degli ospiti"?
Nessun volantino, nessuna informazione, quindi. Tranne quelli di "
karaoke, clown, balli", perché... perché sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco, al cardinale, diventan tristi se noi piangiam...

EDIT martedì 16, ore 14:19:
La manifestazione sparisce dal Tg1. E andiamo avanti.

giovedì, 11 giugno 2009

"Bisogna far nascere un Partito nuovo della sinistra italiana, di tutta la sinistra italiana. Un partito creato da tutti quelli che oggi sono all'opposizione e che si sentono piu' o meno di sinistra, da Rifondazione all'Italia dei valori, dal Partito democratico al movimento di Vendola, dai socialisti ai Verdi, dai Comunisti italiani ai radicali".
E' la rinnovata proposta di Fausto Bertinotti. Sulla base di cosa, mi chiedo.
E poi: "piu' o meno di sinistra"? L'Italia dei Valori sarebbe di sinistra, più o meno? Il Partito Democratico è un po' di sinistra? I Radicali sono di sinistra?
A me pare solo una mistura di soggetti a diverso titolo contrapponibili alle destre di governo, ma certo non un insieme omogeneo, un possibile partito nuovo. Mi sembra un'idea poco originale, priva di sostanza e soprattutto di futuro.
Se questa è la prospettiva, siamo fritti.

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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martedì, 09 giugno 2009

L'erba del vicino è sempre più marcia.

FrancoG, a proposito di politica, scripta, attualità
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lunedì, 08 giugno 2009

Gli elettori diminuiscono, le destre avanzano.
Avessi tempo mi piacerebbe scoprire se si tratti di una crescita percentuale o in termini di numero di voti.
In ogni caso, non è certo un bel segnale.

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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giovedì, 04 giugno 2009

Quando si subisce una sconfitta, ancor più se dura, ancor più se ci ha lasciato attoniti, dopo un primo momento di sbandamento spesso sentiamo forte il desiderio di rifarci, di avere un'altra possibilità. Crediamo - o ci illudiamo - di potercela fare, la prossima volta.
Non è ancora arrivato il momento, le ultime elezioni politiche esigono un nuovo turno elettorale che ci dia l'obiettivo di sovvertire lo stato di cose in Italia, e non una panacea (quand'anche desse buon esito) priva di conseguenze.
E' la volta delle Europee, accontentiamoci.
La scelta non è semplicissima, come frequentemente accade.
Da tempo ho escluso il Pd, non solo per ragioni "statutarie" e di dinamiche nazionali, ma anche per una mancanza identitaria ancor più evidente in Europa, dove non esiste un gruppo che possa accoglierne ed accontentarne le due anime costituenti.
Questa esclusione trascina dolorosamente con sè la decisione di scartare Sinistra e Libertà, che ha come prospettiva nazionale un ipotetico cammino comune con il Pd, rapidamente dimentichi di essere stati recentemente scaricati e di fatto estromessi dal parlamento italiano e forse europeo grazie ad uno sbarramento poco democratico.
Il ragionamento porta necessariamente ad una scelta quasi obbligata, ma non per questo meno convinta: la Lista Anticapitalista e Comunista.
Mi convince il programma, mi convince Ferrero, la sua volontà di cercare sintonie non subalterne, mi convince anche in questa fase l'idea forse utopica, forse un po' ottusa, di una sinistra fermamente legata ai propri solidi princìpi.
In fondo, l'unica sinistra possibile.
banner candidata Margherita Hack

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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mercoledì, 03 giugno 2009

Un secondo potrebbe essere la sessantesima parte di un minuto, e quindi un istante spesso poco significativo, un batter di ciglia o poco più.
Un secondo potrebbe essere una portata gustosa, una profumata torta di verdura, un delicatissimo pesce, un piatto di carne succulenta. Un pasto comunque consumato in pochi felici momenti, terreni, carnali.
Un secondo potrebbe essere, ed è, un gradino sul podio, il posto d'onore di una gara amichevole e divertente, secondo classificato per aver partecipato al concorso letterario Scrivi un romanzo di 6 parole (Tardi arrivò il naufrago all'altare).
Una grande soddisfazione, durevole, appagante. Un biglietto-attestato disegnato da un bambino, due kg di frutta e un kg di farina bio: molto più che una medaglia d'argento.

FrancoG, a proposito di vita, scripta
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