giovedì, 28 maggio 2009

"Would you buy a used car from this man?", Kennedy, 1960.
"Fareste educare i vostri figli da quest'uomo?", Franceschini, 2009.
Per chi va al di là del proprio naso è evidente che là non si insinuava che Nixon manomettesse i contachilometri delle proprie auto o si facesse riferimento alla dubbia capacità di tenere una vettura in buone condizioni.
Si alludeva ovviamente ad una discutibile onestà, ad una scala di valori che dà priorità al profitto ad ogni costo.
L'idea di fondo è quindi simile, anche se certo parlare di mercato automobilistico ha un minor impatto emozionale rispetto all'educazione dei figli, in un paese poi dove la famiglia è, nominalmente almeno, intoccabile.
Altre differenze? Be', le elezioni del 1960 Kennedy le vinse...

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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lunedì, 25 maggio 2009

Un signore anziano dal passo lento, ben vestito, timidamente mi ha fermato con un "mi scusi... per piacere..." mormorato tra i denti, e con parole stentate, domandando perdono per quella che sentiva come un'impudenza, mi ha chiesto qualcosa, "per mangiare...".
Si appoggiava al bastone, più per farsi forza che per necessità effettiva. La voce era bassa, la pronuncia pulita, l'accento e l'intonazione ricordavano un siciliano d'altri tempi, quasi un nobile decaduto. "Sono anche andato nelle chiese qui intorno, ma niente".
"Mi perdoni" continuava a ripetere, mentre cercavo in tasca qualcosa da dargli per farlo tacere, perché non mi facesse più male con il suo umiliarsi sottovoce, con il suo provare vergogna, con la sua dignità violata, con la sua disperazione ad un tempo sfacciata e silenziosa. "Mi perdoni...", e più che ringraziarmi mi chiedeva scusa per una colpa non sua e per questo più difficile da sopportare.
Sono stanco, sono stanco di incontrare mani tese e sguardi imploranti, stanco di sentirmi chiedere aiuti. Lasciatemi andare per la mia strada, ignaro di tutto, indifferente al mondo.

martedì, 19 maggio 2009

Il genere non è nuovo e di certo l'inglese faciliterebbe leggermente il compito.
Si tratta di scrivere un romanzo breve, brevissimo. Ma molto più di quanto stiate pensando. Un romanzo in sei parole.
Impossibile? bè, quel geniaccio di Hemingway (sì, ho capito, mica uno qualunque) scrisse: "For sale: baby shoes, never worn."
Molte sono le raccolte che si trovano in rete, spesso infarcite di frasi insignificanti, piatte sequenze verbali prive della dignità di racconto. Più rari i "romanzi" degni di nota e fra questi mi pare di poter annoverare quello di Pulsatilla, blogger e scrittrice: "Si consideri assunta. Ora può rivestirsi."
Ora è la volta di un concorso organizzato dal Gruppo di Acquisto Solidale di Pavia, che domenica 31 maggio premierà il vincitore in occasione della mostra-mercato BioPavia. Chi volesse cimentarsi può inviare le proprie opere a pietro@gaspavia.org entro sabato 23.
La sfida è stimolante, io ho iniziato a produrre qualcosa...
"Tardi arrivò il naufrago all'altare."
"In vetta, felice sopra ogni paura."
"Houston, abbiamo un problema. Houston? HOUSTON!?"

FrancoG, a proposito di vita, scripta
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giovedì, 14 maggio 2009

Quando sento i populisti della libertà etichettare ripetutamente l'opposizione come "sinistra" mi viene la pelle d'oca.
Facile intuire le motivazioni della scelta, hanno vinto elezioni su elezioni agitando lo spettro dei cosacchi, niente potrebbe fargli ammettere che la situazione è cambiata. Ormai l'annacquato partito che fu il Pci è retto da Franceschini, un democristiano progressista, per così dire. Ma già Veltroni aveva cancellato pubblicamente l'etichetta rossa, smarcandosi dall'ala radicale.
Se però l'intenzione della destra è lampante, meno ovvia appare la ragione della mancata sottolineatura di quella falsa attribuzione, dell'accettazione passiva di un marchio immotivato. Forse stanchezza, forse rassegnazione. Forse il desiderio onnivoro di rappresentare tutto ciò che non è destra, dimenticando, e cercando di far dimenticare, che la sinistra c'è ancora, è altro, è extraparlamentare.

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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martedì, 12 maggio 2009

E' qui la festa! Lo si capisce dal primo momento, un'irruzione festosa, rumorosa ed energica, che produce da subito una allegria contagiosa. Impossibile restare indifferenti. A tratti l'energia riesplode, facendo vibrare le assi del palco, sollevando polvere, così che la mitica polvere del palcoscenico appare davanti a noi, quella di cui Gli Omini si sono sporcati, lo si vede, lo si sente nella precisione dei tempi scenici, nel ritmo incalzante delle battute, nella scelta precisa delle parole e nel rispetto di irresistibili silenzi.
Uno spettacolo comico? Molto di più. Ad arte mescola la sottile ironia con la grassa irriverenza. E' volgare, sporco e blasfemo come lo è la strada da cui sono tratti gli spunti attuali che arricchiscono il canovaccio e attraverso i quali lo spettacolo si forma, serata dopo serata, replica dopo replica.
La struttura è piacevolmente varia, le trovate sceniche spesso originali, si ride con intelligenza, a volte amaramente. Gli attori da applausi. Che giungono puntuali.

13 mag 2009 Serremaggio Festival - Teatrino Gori - Serre di Rapolano (SI)
20 giu 2009 Festival Voci di Fonte - Siena
6 ago 2009 Granara Teatro Festival - Granara (PR)





FrancoG, a proposito di teatro
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martedì, 05 maggio 2009

La pretesa superiorità intellettuale della sinistra sta dando un'altra prova di sè, non affondando il colpo di fronte alla dolorosa vicenda personale del premier (olè!). Salvo poi prenderselo sotto la coda a parti invertite, ma vabbè.
Mi allineo volentieri ed evito quindi di sfruculiare nel gossip di veline promosse, amanti minorenni, figlie illegittime.
Registro soltanto in rapida successione la moglie che dichiara di non poter "stare con un uomo che frequenta le minorenni", reputa colma la misura, prende armi bagagli e milioni e lo lascia solo con il suo 75,1% di consensi.
Poi il fido Mike Bongiorno che va da Fazio a lamentarsi pesantemente del comportamento dell'uomo Berlusconi, che l'ha dimenticato da un giorno all'altro, voltandogli la schiena, senza un perché e senza un saluto.
Infine (infine?) oggi i vescovi, che per bocca dell'Avvenire, scaricano il premier perché "la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo." Puntualizzando che "i cittadini (...) di tanto ciarpame alla fin fine farebbero volentieri a meno". E l'uso della parola "ciarpame" non sembra affatto casuale, definendo bene la scelta di campo.
Ci mancherebbe solo che Emilio Fede...

FrancoG, a proposito di politica, attualità
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