Molto bello, appassionante, forte. Nel drammatico racconto della lotta contro l'inevitabilità del destino tracciato dai nostri luoghi di nascita, il film ritrae la sorda indifferenza istituzionale, mostrandoci la concretezza di vetri antisfondamento contro cui si infrangono le parole e le teorie di conferenze sui paesi in via di sviluppo. L'integrazione è illusoria e superficiale, il segno profondo è quello che resta delle torri gemelle.
La colonna sonora è rappresentata da melanconiche sonate al pianoforte e vibranti tamburi africani, un contrasto non solo musicale, ma anche frutto di un modo di interpretare la musica e in fondo la vita, fra schemi misurati ed istintiva passione.
E' anche, e potremmo dire soprattutto, un racconto di amori interrotti, impossibili, distanti, divisi, lungo il filo rosso dell'ospite che percorre luoghi e mondi diversi e forse, nonostante possa capitare di attraversarli, impenetrabili.





