martedì, 29 aprile 2008

Bene, anche Roma va alle destre. Ottima notizia. Le forze dell'ordine vigileranno, si dissolveranno extracomunitari e rom, spariranno gli stupri per strada, si ridimensioneranno scippi e rapine, la percezione di insicurezza diminuirà drasticamente ed avremo un futuro più sereno.
Cioè, a dirla tutta le cose continueranno ad andare avanti come prima, solo non ne sentiremo più parlare. Il che, in fondo, aiuta a vivere meglio.

FrancoG, a proposito di politica, attualitĂ 
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lunedì, 28 aprile 2008

Beppe Grillo si scaglia contro il sistema dell'informazione, "degna di Ceausescu e di Pol Pot". Poi dà i numeri. Sabato annuncia aver raccolto 450 mila firme, domenica parla di 1 milione e 300 mila firme. Diviso tre referendum, però!
"Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno", gongola, dimenticando i recenti gazebo di un altro capopopolo, anch'esso curiosamente allergico a giornali e giornalisti.
"Oggi non esiste il giornalista onesto e quello disonesto. C'é il giornalista di regime e la verità. Allora bisognerebbe tutti diventare dei giornalisti. Oggi qualsiasi ragazzo con una telecamerina o una macchina fotografica può fare il giornalista."
Chi l'ha detto? Nei link c'è la risposta, ma saperlo non è molto importante, in fondo.

lunedì, 21 aprile 2008

Vedo troppa televisione, lo so. La accendo appena mi alzo, così come appena rientro in casa, e la prima cosa che faccio è scorrere le notizie del televideo, per vedere se ci sono novità. Così ieri, quando mi è apparso uno sconfortante schermo blu, lo stesso per tutti i canali, mi sono sentito un po' isolato e spaesato. Qualcuno aveva messo mano all'antenna, evidentemente.
Ho provato ad accendere la radio, ma dopo qualche tentativo di trovare una stazione ascoltabile, mi sono arreso.
C'era però troppo silenzio, in casa. Lo sguardo è caduto sul piatto... sì, insomma... il giradischi. Da anni se ne sta lì, immobile e muto, strumento ormai inutile ai più.
Sollevo il coperchio, tolgo la protezione alla puntina. Sposto il braccio, provando avviarlo. Niente! solo un pigro rumoraccio... Tolgo il piatto di gomma, quello in metallo, e stancamente adagiata sul fondo vedo la cinghia di trasmissione. Ha perso ogni elasticità, ha più di vent'anni ormai. Mentre ne provo la resistenza, mi si rompe, quasi mi si sfalda fra le dita, lasciandomi persistenti tracce nere. In un crescendo di desolazione, mi accorgo però di quanto sia appiccicosa, lì dove s'è spezzata. Ci provo. Ne tolgo un paio di centimetri per farla tornare di lunghezza adeguata e ricostituisco l'anello, pressando. Rimonto il tutto, delicatamente.Genesis - Selling England By The Pound
Scelgo accuratamente un disco, un vinile, come si dice ora. Una volta, quando non c'era possibilità di equivoco, erano semplicemente dischi.
Per commemorare questo momento, cerco qualcosa di storico, di importante. Mentre lo metto sul piatto, leggo l'anno di pubblicazione: 1973. Trentacinque anni fanno una certa impressione. Ma non c'è tempo per altri pensieri, gongolante mi godo le prime note che annunciano la bella sorpresa, funziona!

FrancoG, a proposito di musica, vita, scripta
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giovedì, 17 aprile 2008

Avete presente quanta gente abita a Milano? Il doppio.
Duemilionisettecentosettantaquattromila elettori non hanno confermato il voto del 2006, e la sinistra si è dissolta nell'arco di un baleno. Troppo velocemente per poterne dare solo motivazioni politiche interne, alla ricerca di errori che certo ci sono stati, dalle debolissime posizioni tenute nell'esperienza governativa, ad un cartello elettorale raccogliticcio, ad un leader dall'appeal un po' retro.
Fortissime sono state però le cause esterne: il ritrovarsi soli in un sistema elettorale che prevede un decisivo premio di maggioranza ed il conseguente insistito appello al voto "utile", con il condimento delle pretestuose accuse di scarsa affidabilità. Sottolinearle non è sintomo di scarsa capacità autocritica, ma è doveroso, per tenere alta la guardia.
Infatti, se l'obiettivo di tagliare fuori la sinistra radicale è stato raggiunto, sembra che il lavoro non sia ancora finito. Sottotraccia, per ora senza dichiarazioni molto esplicite, si inizia ad insinuare il dubbio sulla capacità della sinistra di essere forza extraparlamentare senza cadere nella tentazione di cedere ad espressioni violente, fino ad abbracciare, con le frange più estreme, nuovi terrorismi.
Bisognerà stare attenti, saranno stagioni difficili, di provocazioni e strumentalizzazioni, di conflitti e manifestazioni, di repressioni la cui memoria, soprattutto qui a Genova, è fin troppo fresca.

FrancoG, a proposito di politica, attualitĂ 
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martedì, 15 aprile 2008

No, non possiamo (farcela).
Non possiamo farcela a sentire le interviste alla tv, i dibattiti, i programmi di approfondimento politico, le analisi del voto.
Non possiamo farcela a sostenere lo sguardo di tronfi trionfatori, la faccia rubizza di Calderoli, la cantilena unta di Schifani, e le Marie Giovanne Maglie, e i Luchi Barbareschi e, naturalmente, gli Emili Fede.
Non possiamo farcela a consolare gli spaesati Boselli e Bertinotti, ad ascoltare vuoti discorsi di circostanza, colmi di frasi fatte, spese alla ricerca di motivazioni tardive ed inutili, ormai.
Non possiamo farcela a sopportare la misurata soddisfazione di chi si compiace del successo del Pd, "che ha preso più voti della somma di Ds e Margherita", trascurando il piccolo particolare che per ottenere questo risultato ha spazzato via ogni traccia di rappresentanza a sinistra.
Un dramma. E lo chiamano semplificazione del quadro politico.

FrancoG, a proposito di politica, attualitĂ 
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venerdì, 11 aprile 2008

Cosa mi aspetto da questa tornata elettorale? Poco, davvero poco.
Il cieco augurio, come sempre, è che le forze di sinistra (ho detto sinistra, eh!) ottengano confortanti successi. Ma non sarà così.
La Camera sarà appannaggio del PdL, difficile ipotizzare il contrario. E allora non resta che sperare almeno in un sostanziale pareggio al Senato, per evitare si possa replicare il disastroso quinquennio fin troppo recente dell'allegra banda, con il condimento di ponti sullo stretto e quant'altro.
Detto questo, da residente in una regione in bilico, la Liguria, sorge il dubbio. Devo farlo? Devo proprio? Devo votare Pd al Senato e limitare l'appoggio alla SArc alla Camera? Sarà questo il vero voto utile?
Sono tormentato, mi sento dissociato, mi sento disgiunto.

(grazie ad astime per il link)

FrancoG, a proposito di politica, attualitĂ 
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lunedì, 07 aprile 2008

Ci sono stati lunghi anni in cui la Dc prendeva un inarrivabile 38%, decimali più, decimali meno. Votare sembrava un rito vuoto, come le paste alla domenica. Era frustrante sentir snocciolare i risultati elettorali, sempre uguali a se stessi.
Non votavo ancora, ma partecipavo della passione di mio padre, socialista. Un giorno, davanti alla tv che proponeva l'ennesimo schema sostanzialmente invariato, gli chiesi (e mi chiesi, in fondo) che senso avesse votare per un partito che non vinceva mai. Il senso della risposta fu che non bisognava certo votare per chi vince, altrimenti avrebbe vinto sempre.
Ho ripensato spesso a questo episodio, in questi giorni di polemiche sul voto utile, di ricatti più o meno sottesi, di sgradevoli parole rivolte all'elettorato di partiti cosiddetti piccoli. Perché l'utilità del voto sta nella rappresentatività che permette, sta nella capacità di creare in parlamento uno specchio del paese.
Dovrebbe anche garantire la governabilità, ma non esageriamo. L'obiettivo è stato mancato nella scorsa legislatura, ed anche a questo giro non vedo lunghe prospettive.
Rappresentatività, quindi. E se tutti, o quasi tutti, potevano riconoscersi nelle due grandi coalizioni ora smontate, non ci si può chiedere di chiuderci in due scatole più piccole, che hanno lasciato fuori un elettorato di milioni di persone. Per scelta, poi. Come accaduto col Pd.
Comunque vada non avrò rimorsi, non mi sentirò in colpa, è inutile proviate ad attribuirmi colpe. Il mio sarà un voto cosciente e ponderato, un voto a sinistra, per ricostruire la sinistra.
Votare per il Pd tappandosi il naso ed altri orifizi, con la sola futile motivazione dello spauracchio Berlusconi, che voto sarebbe?

FrancoG, a proposito di politica, attualitĂ 
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venerdì, 04 aprile 2008

FrancoG, a proposito di politica, societĂ 
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giovedì, 03 aprile 2008

Peter Brook mette in scena il Sudafrica, con tutte le sue contraddizioni, ricchezza e sfruttamento, identità e spersonalizzazione, delicatezza e dramma del vivere quotidiano.
La morte è un'abitudine, e diventa una possibilità di rinascita per chi ha la fortuna di imbattersi in un cadavere e nei suoi preziosi documenti, e darsi così un'identità, un lavoro, un reddito e una speranza.
L'interpretazione degli attori è superba, i tempi perfetti, la messa in scena ha spunti di buona originalità e la rappresentazione sfiora passaggi commoventi, soffermandosi, molto più spesso, su momenti divertiti, su battute ed immagini grottesche.
Con il rispetto che si deve ad un maestro come Peter Brook, in questo forse è il limite dello spettacolo, che non emoziona fino in fondo, e perdendosi nella sottolineatura degli aspetti caricaturali della vicenda e dei personaggi, ci lascia in fondo leggeri e distanti.

Siena, Teatro dei Rozzi, 4-5 aprile 2008
Catania, Teatro Musco, 12-15 aprile 2008
Lugano, Teatro Cittadella, 7-8 maggio 2008
Torino, Casa del Teatro, 30 giugno - 2 luglio 2008

FrancoG, a proposito di teatro
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martedì, 01 aprile 2008

Senza mezze misure, senza mezze parole: straordinario Saverio La Ruina nell'interpretazione di una donna, una giovane donna calabrese, immersa in una società che (forse) non c'è più, ma che certo si può ritrovare in qualche altro sud del mondo. Una storia simbolo della condizione femminile, una storia di diritti negati sin dalla nascita, salutata come una disgrazia e non una gioia.
Il monologo ripercorre le tappe di un'esistenza segnata da regole che possono apparire incomprensibili e anche grottesche, a fronte della modernità cui siamo abituati: la sottomissione, lo sposo promesso, l'onorabilità, il maschio padrone.
Recitato interamente in dialetto, lo spettacolo scorre sulla musicalità delle parole e delle assonanze. Coinvolge e commuove attraverso i piccoli gesti e le lievi espressioni di un grande attore, seduto su una sedia, raccolto su se stesso, quasi volesse evitare di disturbare e turbare, con il suo racconto.
 
‘un davu retta a nisciunu e ‘un gavuzu mai l’uacchi a ‘nterra, ca si ‘nziammai si scontrinu cu quiddi ‘i ‘nu masculu tuttu ‘u paisu mi chiami puttana.
Non dò retta a nessuno e non alzo mai gli occhi da terra, che se si scontrassero con quelli di un maschio tutto il paese mi chiamerebbe puttana.


Bologna, Teatro San Martino, 2-4 aprile 2008
Ragazzola di Roccabianca (PR), Festival diritti umani, 5 aprile 2008 (ingresso libero)
San Casciano in Val di Pesa (FI), Teatro Comunale Niccolini, 6 aprile 2008
Roma, Teatro India, 14-18 maggio 2008

FrancoG, a proposito di teatro
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