mercoledì, 26 marzo 2008

Qualche settimana fa, mentre pedalavo per le strade del centro, sono stato apostrofato da un tizio (a dire il vero poco equilibrato all'aspetto) con un irriverente "Gi-mon-di, Gi-mon-di!".
Lunedì scorso, un tranquillo vecchietto che attendeva l'autobus, vedendomi passare in bici, mi ha incitato con un "Vai Bartali!".
Questo doppio episodio mi ha mosso a riflessioni su quello che siamo e quello che sembriamo, su come ci vediamo e come siamo visti. Non certo perché banalmente possa sembrare Gimondi o Bartali, ma nella misura in cui il mio essere ha mosso qualcosa nell'altro, evocando un'immagine, un ricordo.
E allora, sempre per salti mentali, è un po' come quando, invece di essere giudicati per quanto facciamo, ci si dice sei come questo o quello, sei come mio padre, come il mio ex, parli come mia sorella, ti comporti come mia madre.
Al di là di quanto sollecitiamo nelle menti altrui, probabilmente ci piacerebbe invece essere considerati per quello che siamo, per la nostra unicità, e mentre ascoltiamo quelle parole, ci guardiamo dentro e ci vediamo diversi, sentendoci forse un po' incompresi.

FrancoG, a proposito di vita, sport, scripta, società
permalink | commenti (21)
mercoledì, 19 marzo 2008

Mai pensato che sia necessario essere un cavallo per parlare di ippica, ma Ferrara farebbe bene a guardarsi un po' l'ombelico, prima di parlare di aborto.
Scelte strumentali a parte, forse ha in mente un certo tipo di interruzioni di gravidanza, quello patinato e nobile venuto alla luce nella vicenda di Genova, la Genova bene che si mette clandestinamente in coda per occultare inconfessabili scappatelle.
A quanti parlano di gesto praticato con troppa leggerezza da parte delle donne, consiglio un film che ho avuto occasione di vedere recentemente, 4 mesi 3 settimane e 2 giorni, straordinario nella sua crudezza. Così, tanto per farsi un'idea.

mercoledì, 12 marzo 2008

Sciopero degli spazzini (oh, bè, io li chiamo così, posso?). Appelli su tv, giornali, pannelli stradali a limitarsi nel conferimento... ehm, ma se poi dico "conferimento", tanto vale dire "operatori ecologici"... vabbè, dicevo, appelli a limitarsi nel conferimento dei rifiuti, per quanto possibile, onde evitare di accatastare spazzatura per le strade, riproposizione in miniatura della situazione campana.
Appelli vani, il cittadino medio non ce la fa proprio. Il cittadino medio non differenzia perché lo ritiene faticoso e comunque inutile, non tiene un giorno di più la spazzatura in casa perché puzza, si indigna davanti alla televisione guardando i cumuli di rifiuti a Napoli, spende una lacrima sull'immagine deturpata del nostro bel Paese e poi esce di casa, nel suo quartiere bene della sua città pulita del civile nord, con il suo solito sacchetto, per abbandonarlo sul bidone o nei suoi dintorni, mugugnando per lo sciopero.

sabato, 08 marzo 2008

Cent'anni. Cent'anni di solitudine, di private violenze e pubblico ludibrio.
Doveroso, oggi, ricordare l'avvocata Tina Lagostena Bassi e il famoso Processo per stupro trasmesso in tv nel 1979. E continuare a riflettere.
(link) (link)

FrancoG, a proposito di società
permalink | commenti (6)
martedì, 04 marzo 2008

Ho terminato di leggere "Qualcuno con cui correre" di David Grossman. Non il libro memorabile che qualcuno mi aveva dipinto, ma un bel libro, una bella storia e qualche spunto interessante, fra cui la frase che chiude il racconto: "Quasi non si parlarono e Tamar pensò che non aveva mai incontrato nessuno con cui si sentiva tanto bene tacendo".
La lascio ai vostri commenti, io la leggo e la rileggo, in silenzio, nutrendomi di ogni parola e di quella straordinaria pausa fra "bene" e "tacendo".

FrancoG, a proposito di libri, vita, scripta
permalink | commenti (13)