Guardando in tv i cumuli di rifiuti per le strade di Napoli, riflettevo sulla quantità di cose che vengono buttate. Perché la televisione ci mostra migliaia di sacchetti, ma poco sappiamo di quello che contengono. Qua e là spuntano anche pezzi di mobili e bambole vecchie, ed un primo pensiero va alla dubbia urgenza che spinge ad accumulare certi rifiuti a bordo strada, in una situazione del genere.
Ma dentro, nascosti dalla plastica nera o dalla pubblicità variopinta, che cosa ci sarà? Immagino e penso cose poco diverse da quelle che gettiamo qui, e dunque quelle analizzerò. Perché senza fare migliaia di chilometri, sono sempre stato sorpreso dagli enormi sacchi prodotti dai miei vicini di casa, tanto per non andar lontano. Ok, coppia con figlia. Vogliamo moltiplicare per tre la mia mole di rifiuti? Non ci siamo comunque, io produco pochi pugni di scarti al giorno. E allora, cosa gettano? Deducendolo dai comportamenti noti di alcuni parenti ed amici, direi imballaggi vari, più o meno riciclabili, non ridotti ai minimi termini ma lanciati nel sacco così come sono. Nei casi peggiori, contenitori di plastica e bottiglie di vetro, gettate in maniera indifferenziata perché "il bidone della raccolta è lontano", perché "tanto non serve a niente", perché "non ne ho voglia".
Pigrizia mentale ed anche alimentare, perché già in fase di acquisto si scelgono cibi preconfezionati, perfettamente sigillati e contenuti in scatole dalla breve vita e dal complesso smaltimento. Comodi. Poi si comprano comodi sacchetti della rumenta di dimensioni industriali per infilarci tutto, e li si ammonticchia su un
cassonetto traboccante di analoghi sacchi. Comodo. Per far questo è indispensabile avere in casa un enorme bidone tipo americano, che va tanto di moda, che possa contenere ogni nostro scarto.
Ecco, in fondo è sempre colpa dello stile di vita Usa.