I DiCo non sono ancora legge, e forse non lo saranno mai, ma alcune aperture sembrano già diventate prassi.
Questa notte De Gregorio ha potuto ricevere la visita di una persona cara.
I DiCo non sono ancora legge, e forse non lo saranno mai, ma alcune aperture sembrano già diventate prassi.
Questa notte De Gregorio ha potuto ricevere la visita di una persona cara.
Alla fine sono venuti fuori. Altro che ricatto della sinistra radicale, altro che governo sotto scacco degli estremisti. I motivi che hanno portato all'inciampo di Prodi sono stati svelati dall'atteggiamento di Andeotti, contrario ai Dico e alle svolte progressiste.
Ed ora, grazie anche ai due duri e puri (complimenti!), ci ritroviamo con un programma sintetizzato in 12 punti dal taglio decisamente centrista, ed un Follini in più, un Follini che ho ascoltato dire "mi dispiace, ma non andrò mai al governo con i comunisti" alla festa dell'Unità di due anni fa. Ma in effetti ha ragione lui, difficile individuarli dietro le insegne di Prc e Pdci, così schierati ed allineati.
Prima o poi doveva succedere.
Siamo alle solite, siete voi che non avete rispettato l'impegno preso, no voi che avete tradito il mandato elettorale... dopo anni la storia si ripete.
Ancora adesso è difficile stabilire con sicurezza da che parte stava la ragione allora, e la confusione di queste ore non contribuisce a chiarire dubbi sempre attuali.
In tutta questa indeterminazione ho una sola certezza: stasera non mi va di vedere il tg4.
La manifestazione di Vicenza è archiviata, con soddisfazione di tutti. Il governo si complimenta per il modo ordinato e corretto con cui si è svolta, l'opposizione festeggia l'ennesima evidenza di una frattura interna all'Unione, gli organizzatori plaudono al numero dei partecipanti e alla mancanza di incidenti. Tutto bene, quindi?
Dipende. Ora si tratta di dare continuità all'azione, fare in modo che le decine di migliaia di persone che hanno manifestato trovino rappresentanza fra chi deve assumere la decisione.
Su questo, credo, ci si debba concentrare, per far sì che il vuoto orgoglio del "non è successo nulla" non si trasformi in un triste "non è servito a nulla".
Bearsi della riuscita del corteo e poi pensare al governo come un magma indistinto da accettare o respingere in blocco non porta ad alcun risultato. Ritenerlo responsabile in modo indifferenziato di manovre dirette ad indebolire il movimento impedisce di individuare le figure con cui dialogare, e quindi di ottenere risultati.
Io credo che questa possibilità ci sia e che la mancanza di incidenti ne sia un segnale indiretto. A poco servono servizi d'ordine e buona volontà, se altre sono le direttive che arrivano dalle stanze dei bottoni. Quando esiste davvero la volontà governativa di creare disordini, questi avvengono. Che siano black bloc o bombette qui e là. Pensare "come siamo stati bravi a non far succedere nulla" mi pare ingenuo e fuori dalla storia.
La presenza di brigatisti fra iscritti e delegati Cgil non è un argomento utilizzato solo da qualunquisti ed ideologi di destra per dimostrare improbabili teoremi.
Anche Giuliano Amato nell'informativa alla Camera lascia troppe porte aperte, parlando di possibili infiltrazioni.
L'obiettivo finale sembra essere la manifestazione di Vicenza, che si tenta di indebolire con paralleli quantomeno arditi. L'opposizione all'allargamento della base Nato ha un consenso popolare che non deve essere minimamente sfiorato da dubbi non dico di collateralità ma neppure di comunione di intenti. La separazione è netta e deve essere riconosciuta come tale dalle istituzioni, perché utilizzare la lotta al terrorismo come pretesto per colpevolizzare masse che a tutt'altro sono rivolte è un piccolo giochetto pericoloso.
Il fatto di contrastare gli stessi obiettivi non ha nulla a che vedere con i mezzi utilizzati, con le infiltrazioni o peggio sovrapponibilità di movimenti ed ideologie. In un numero del giornale clandestino l'Aurora viene valutata positivamente la protesta dei ferrotranvieri. Seguendo lo stesso principio, dovremmo farne una colpa agli autisti degli autobus.
L'attuale ministro dell'Interno farebbe bene a ragionare con Cossiga sui motivi per i quali recentemente si è detto pentito di aver mandato i blindati in piazza, nel 1977. Situazione lontana, ovvio, ma potrebbe essergli utile.
Obiettivi puntati sulla Cgil, accusata di avere brigatisti fra gli iscritti.
Al momento, nessuna imputazione per il fatto di avere cellule terroristiche al proprio interno viene mossa alle Poste e alle aziende che si occupano di caldaie o motori marini.
Niente armi di distruzione di massa, legami inconsistenti con al Qaeda... se avessi un amico che fa tutti questi sbagli, glielo direi.
Tu sai difendermi e farmi male
ammazzarmi e ricominciare
Gli Usa stanno decidendo di ampliare il loro periodo di ora legale.
Vorrei tranquillizzare gli americani. L'anticipazione del Daylight Saving Time non manderà in tilt i computer, i sistemi informatici non resteranno bloccati. I timori mi sembrano decisamente infondati.
Anche se numerologicamente la data scelta non sembra fortunatissima. Il solito 11, ma marzo. Che però a pensarci bene è il terzo mese, e sommando le cifre del 2001 si ottiene proprio 3. Così come sommando le cifre del 2007 si ottiene 9, cioè, guarda un po', settembre!
Si fa per giocare, naturalmente.
Piuttosto, l'allarme sui costi necessari per l'adeguamento è piuttosto sospetto, ho l'impressione che qualcuno non abbia stimoli ad economizzare i costi energetici, qualcuno che probabilmente guadagna sull'acquisto dei centomila barili di petrolio risparmiati, per esempio. E questo è un discorso serio.
Divertente invece pensare al fatto che l'ora solare abbisogna di maggiori consumi energetici.
Salto a piè pari la premessa, l'indignazione per l'assurda violenza, i predicozzi perbenisti, la pietà per chi resta.
Ma spogliata la vicenda di Catania dei doverosi veli, mi resta lì, nuda, una domanda: quanta parte ha, nello spazio conquistato, nella condanna del gesto e nella fermezza della risposta istituzionale, il fatto che il morto indossasse una divisa?
Parole e immagini su uno schermo, e dietro, persone. E non sai mai se sia preferibile restare anonimi, o abbattere le barriere ed incontrarsi. Perché ci sono mille ragioni dietro ad ogni blog, che spesso non è un ponte per incontri. Questo non lo è.
La rete di relazioni virtuali si foraggia di proiezioni ideali spesso prive di difetti, costruzioni abbellite, castelli di carta in atmosfera protetta. Vederle spazzare via è un rischio concreto, l'indolenza di chi sta bene fra le sue cose un ostacolo forte alla novità.
Poi succede, magari un po' inaspettatamente. E ripensandoci, non puoi che sorridere.
Placate le acque intorpidite da pubbliche esternazioni di intime lamentele, da scalette di tg e prime pagine stravolte per far risuonare parole che tanti vogliono ascoltare, da contrite scuse delegate alla poetica penna del proprio fidato collaboratore (perché l'ha scritta Bondi, sicuro), resta lo spazio per una riflessione più generica ed ampia.
La battuta spensierata, il riferimento galante, sono ancora considerati come diritti inalienabili del maschio italico, uno scherzo giocoso che non deve infastidire i sentimenti e l'orgoglio di mogli e madri che rappresentano invece l'approdo sicuro in cui rifugiarsi, la donna-madonna che non deve essere turbata nè dai pensieri morbosi di altri uomini nè dai propri peccati veniali, dai piccoli e grandi tradimenti, sempre fugaci. Altro è la donna che si incontra per caso, la preda da ammaliare e da conquistare con un complimento, con una falsa lusinga, la bagattella di un momento.
In questo, le vicende che abbiamo dovuto seguire in questi giorni rientrano appieno in classici e ben noti schemi. E' davvero una storia italiana.